Non credevo possibile portarsi tanta roba in vacanza. Ma apparentemente le auto sono solide proprio per soddisfare famiglie come la nostra. Siamo partiti per la montagna e avevamo un carico che manco la famiglia Bradford. E noi di figlie ne abbiamo solo due. Eppure, vuoi una cosa, vuoi un’altra, la paura che manchi questo o quello, è andata a finire che viaggiavamo con le mani della bambola di Anna conficcate nelle orecchie e i peluche di Elena in grembo. Insomma, tutto regolare, no? Vi prego, ditemi che anche voi ci mettete circa 3 ore a caricare la macchina…
Per non parlare delle scorte di pannolini, che in montagna costano un po’ troppo cari. I film della Disney, le coperte morbide, i dudù, i cappellini, la borsa del cambio, paletta e secchiello. Senza dimenticarsi lenzuola, traverse, asciugamani e strofinacci. Insomma, ne avevamo davvero di ogni. Ancor più sorprendente, però, è stato il rientro senza dimenticanze, in macchina c’era tutto. E non perché io abbia inventariato, ma perché a casa in montagna non è rimasta traccia del nostro passaggio e soprattutto perché al rientro non riuscivamo quasi a vedere fuori dal finestrino…
Non parliamo delle valigie, nelle quali c’erano cambi leggeri e pesanti, non sapendo se fidarci o no, in montagna d’estate il tempo è un po’ un terno al lotto ed è bene viaggiare con quasi tutto. Al momento di scaricare l’auto ci siamo scoraggiati e ci veniva un po’ da piangere… Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E voi? Avete già disfatto le valigie?
Noi in un tentativo pericolosissimo di riordinare casa, ci siamo persino dedicati all’armadio delle bambine. Una vera impresa folle. Ma andava fatta, visto che Anna continuava a mettere magliette taglia 3 anni e Elena pantaloni taglia 9 mesi.
Così siamo a posto. La casa è in ordine, le valigie sono disfatte e tutto è pronto per l’inizio dell’anno scolastico. Ci mancano solo i grembiuli per Anna e per il resto… siamo pronti. Buon rientro a tutti!
