La lingua straniera nel quotidiano e le esperienze in full immersion

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Abbiamo dedicato l’articolo L’inglese è una lingua, non una materia!  per sottolineare che le lingue, prima ancora di essere materie, sono strumenti di comunicazione, la cui conoscenza ci fornisce le chiavi di accesso a diversi contenuti – musica, libri, film, documenti settoriali specifici – e getta un ponte verso esperienze o relazioni che potenzialmente trascendono le barriere territoriali e culturali.

L’importanza dello Storytelling

Abbiamo inoltre analizzato quanto sia importante l’utilizzo dello Storytelling nell’insegnamento delle lingue straniere e cosa significhi effettivamente esercitarsi in lingua straniera. Al di là dell’esercizio scolastico, ci si esercita ogni qual volta diamo un’informazione ad un turista in lingua straniera, ogni volta che varchiamo il confine nazionale e ci interfacciamo con persone che non parlano italiano, ogni volta che ascoltiamo musica non italiana.

Creare delle occasioni per immergersi in un’altra lingua

In questa avventura del bilinguismo vorrei portare la riflessione alle occasioni chenoi concretamente abbiamo a portata di mano per immergerci letteralmente in un’altra lingua. Occasioni per i nostri figli, ma anche per noi adulti, perché, qualunque sia il nostro livello di conoscenza della seconda lingua, abbiamo bisogno di esercizio continuo e costante al fine di coltivarne e migliorarne la competenza.

Se ci guardiamo intorno, in una realtà territoriale come la nostra, non sono molte le opportunità quotidiane e alla portata di tutti, eccezion fatta per la musica straniera. I nostri film sono doppiati e culturalmente abbiamo radicato il concetto che i contenuti per essere fruiti vadano tradotti. In Paesi in cui questo non avviene le occasioni di fruizione della lingua straniera sono maggiori a tutto vantaggio dell’innalzamento del livello medio di conoscenza della stessa.

Veniamo ora ad analizzare le opportunità che hanno i nostri ragazzi

Essi avrebbero i progetti scolastici CLIL – Content and Language Integrated Learning, apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera veicolare – che di per sé sono fantastici laddove riescono veramente ad essere implementati a tutto tondo: senza traduzione e assicurandosi, da un lato che i docenti possiedano le capacità linguistiche per insegnare in lingua straniera, dall’altro che i ragazzi abbiamo davvero acquisito la competenze linguistiche per essere in grado di acquisire una materia in L2. Purtroppo, se qualcuno di questi tre elementi non è solido, si rischia di compromettere pesantemente il risultato dell’apprendimento su entrambi i fronti: del contenuto e della lingua veicolare.

Inoltre, i nostri ragazzi hanno, sempre in ambito scolastico, possibilità di scambio con studenti di altri Paesi. Anche questa opportunità è preziosa se ben gestita.

Tuttavia, se ci pensiamo bene, queste “occasioni” linguistiche si rivolgono ad una fascia specifica di studenti che oscilla dalla scuola media inferiore alla scuola media superiore e si rileva scarsa omogeneità e poca continuità nell’implementazione. Per intenderci, fare uno scambio di una settimana in tre anni è meglio di niente, ma non è sufficiente. Ricordiamo che le competenze vanno esercitate con continuità.

Inoltre, le esperienze fruibili dai bambini più piccoli, soprattutto nella fascia di età prescolare – quella maggiormente fertile per l’acquisizione delle lingue secondo gli studi neurolinguistici – sono molto rare. Lo stesso dicasi per gli adulti che non siano coinvolti in corsi di lingua o non utilizzino la lingua straniera in ambito lavorativo.

Cosa si può fare per migliorare la situazione?

Dal punto di vista delle famiglie credo sia importante acquisire la consapevolezza dell’importanza dell’esercizio in lingua e incoraggiare i figli, fin da piccolissimi alla fruizione di contenuti multimediali, video, film, libri in lingua straniera. D’altra parte è importante cogliere le opportunità che si possono presentare sul territorio o addirittura farsi promotori di iniziative che ne rendano possibile la realizzazione.

Mentre gli operatori che lavorano nel settore delle lingue straniere, come la sottoscritta, dovrebbero cercare sempre più di lavorare per diffondere veri e propri “momenti di lingua vissuti”.

See you all in the next adventure.

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