Parlare con il bambino è importante
Quando un membro della famiglia, un parente o un amico a cui il bimbo è affezionato si ammalano e devono sottoporsi a terapie invasive e ricoveri ospedalieri diventa necessario spiegare al bambino cosa sta succedendo usando parole semplici e adeguate all’età. A volte si ha la tentazione di evitare l’argomento, si pensa che non parlandone il bambino non soffrirà. In realtà i bambini sentono le emozioni degli adulti, quindi se i genitori sono tristi o preoccupati, anche i più piccoli lo percepiscono. Se l’adulto non racconta nulla, il bambino non può dare un volto al malessere che sente, sa che c’è qualcosa che non va, ma non sa cosa sia. In questa situazione possono sorgere e crescere tante paure, di cui il bimbo non ha la possibilità di parlare (perché nessuno in famiglia ne parla). Può capitare che il bambino immagini scenari anche peggiori della realtà o si senta in qualche modo responsabile della tristezza di mamma e papà. Ecco perché è meglio affrontare l’argomento. Perchè non possiamo lasciare solo il bambino con i suoi dubbi e i suoi timori.
Condividere dubbi ed emozioni
Parlare di malattie gravi, di ospedali e di morte, non è facile. Nella nostra cultura si tende ad evitare questi argomenti e spesso ci mancano proprio le parole.
Parlarne con un bambino poi, può sembrare ancora più complicato. Il suggerimento è di essere onesti, di spiegare con semplicità quello che sta succedendo e dichiararsi disponibili a rispondere a qualunque domanda del bambino. Per il piccolo sapere di poter esprimere i suoi dubbi può essere molto rassicurante.
Per affrontare l’argomento per la prima volta o dopo averne già parlato, un libro può essere un utile alleato. Seduti vicini, raccontando una storia, ecco che si crea un momento di forte vicinanza fisica ed emotiva. Tra le pagine l’adulto può trovare le parole che magari gli mancano, e il bambino può trovare rispecchiati emozioni e timori che sente nel cuore.
La morte non dovrebbe essere un tabù
Ricordiamo che parlare della morte con i bambini è utile anche se non hanno ancora vissuto la perdita di una persona cara. Con delicatezza e parole adatte all’età, magari con l’aiuto di un libro, affrontare l’argomento aiuta il bambino a non averne paura.
Quando una persona cara è in ospedale
Ci sono patologie che richiedono cure invasive, frequenti visite mediche e periodi di ricovero ospedaliero. Vi segnaliamo un libro che parla della malattia e della realtà ospedaliera in un’ottica di speranza, di cura e di guarigione.
Il giardino magico di Giusy Scandurra (Algra Editore) è un libro che nasce per aiutare le famiglie a parlare con i bambini della malattia, delle terapie e del ricovero ospedaliero, attraverso il linguaggio della fiaba. Autrice delle cinque storie raccolte nel volume è la direttrice del reparto di Oncologia dell’Ospedale Cannizzaro di Catania.
Scopri di più https://www.torinobimbi.it/articoli/recensione-del-libro-per-bambini-il-giardino-magico.html
E un libro che affronta invece l’esperienza della malattia terminale, quando non è possibile guarire il male, ma ci si può ancora prendere cura della persona.
Gli amici del bosco di Federica Azzetta (Ancora) è un libro “interattivo” che offre spunti di riflessione e spazi da completare con disegni, pensieri, annotazioni. Il bambino viene aiutato a dare un nome alle proprie emozioni ed esprimerle, scoprendo così che sono stati d’animo comuni e sentendosi compreso.
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La perdita di una persona cara
All’interno di questa selezione troverete tre libri che esplorano l’esperienza del lutto. In due casi la persona che è venuta a mancare è un nonno, nel terzo libro a morire è una persona amica, qualcuno a cui tutti erano molto affezionati.
L’isola del nonno di Benji Davies (EDT Giralangolo) è un piccolo gioiello. La morte del nonno si intuisce, ma non viene mai citata espressamente. Il libro ci porta su un’isola, dove il nonno sta bene, è nuovamente in forze come quando era più giovane, ed è felice. Il dolore della separazione è narrato con garbo e poesia, e ci lascia con la certezza di un amore che resta nel cuore.
Qui la recensione completa https://www.torinobimbi.it/articoli/recensione-del-libro-per-bambini-lisola-del-nonno.html
La valigia del nonno di Romina Scarpanti (Il Ciliegio): il nonno di Pietro è morto e Pietro è triste e anche un po’ arrabbiato. Il nonno però gli ha lasciato una valigia… Una valigia un po’ magica che ci ricorda come l’amore e i momenti condivisi ci fanno sentire vicini anche quando la persona cara non è più fisicamente con noi.
Scopri di più https://www.torinobimbi.it/articoli/recensione-del-libro-per-bambini-pietro-e-la-valigia-del-nonno.html
Il grande regalo di Tasso di Susan Varley (Il castoro) racconta la perdita in modo semplice e profondo a un tempo. Il libro affronta l’argomento senza giri di parole: “Tasso era molto vecchio ed è morto”. Gli amici sono tristi, sentono la sua mancanza, piangono. Ma dopo che è passato del tempo (indispensabile per rielaborare il lutto) gli amici si incontrano e parlano di lui, lo ricordano insieme. Un finale che regala speranza.
Per approfondire https://www.torinobimbi.it/articoli/recensione-del-libro-per-bambini-il-grande-regalo-di-tasso.html
Cosa succede quando si muore?
Infine un libro che parla non della morte di una persona conosciuta, ma della morte in generale, cercando di rispondere all’interrogativo che può capitare di porsi ad ogni età, ovvero… cosa c’è dopo?
Aldilà di Silvia Fernàndez (Kite). Gli artisti del circo Galassia rischiano la vita tutti i giorni: saltano dal trapezio senza rete, mangiano fuoco e spade, volano sparati dal cannone e così via. Forse per questo parlano spesso della morte. Cosa ci sarà dopo? Come sarà l’aldilà?”
Un libro molto “neutro” che parla del dopo come di qualcosa che si può immaginare in vari modi, ma sempre con serenità.
Qui la recensione completa https://www.torinobimbi.it/articoli/recensione-del-libro-per-bambini-aldila.html
Giorgia Cozza
Foto di copertina di Aaron Burden
