23 Gennaio 2025 L'ESPERTO RISPONDE

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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Quando il nipote vuole vivere dai nonni: come gestire la situazione legalmente

Buongiorno,
sono la nonna paterna di un ragazzo di 13 anni che è molto legato a noi.
I genitori sono separati, non sposati, definitivamente da quasi otto anni, con affidamento condiviso deciso dal Tribunale.

Vive con la mamma. Il padre, nostro figlio, vive e lavora altrove da quattro anni. Ha un figlio di 15 mesi e praticamente non si interessa del figlio più grande, non viene a trovarlo nei week end o se viene, sta poche ore.

Nostro nipote ne soffre molto.
La mamma si comporta come una ragazzina e noi nonni non possiamo più vedere nostro nipote così.

Cosa possiamo fare?

Gentile lettrice,

Per affrontare questa situazione, è fondamentale in primo luogo comprendere quale sia la posizione dei genitori riguardo al possibile trasferimento del ragazzo. Sono d’accordo? Sono indifferenti? Il primo passo è sicuramente tentare di aprire un canale di comunicazione con i genitori, poiché ottenere il loro consenso renderebbe tutto molto più semplice.

Se si raggiunge un accordo, il legale potrà supportarvi nell’individuare la procedura più adeguata alla sua formalizzazione. Questa varierà in base a diversi fattori: se l’accordo coinvolge entrambi i genitori o solo uno; se si tratta di richiedere una modifica dell’affidamento oppure solamente di uno spostamento della residenza principale, mantenendo invariato l’affidamento condiviso. Quest’ultimo caso risulterebbe più agevole, mentre la modifica dell’affidamento potrebbe richiedere passaggi più complessi.

In assenza di un accordo, la situazione si complica. Esistono certamente strumenti legali che consentono ai nonni di portare la questione all’attenzione delle autorità competenti, ma questa strada comporta un percorso giudiziario lungo e articolato. Sarebbero probabilmente coinvolti i servizi sociali, con indagini approfondite, una valutazione complessiva delle dinamiche familiari. Questi procedimenti sono impegnativi sotto molti aspetti, non solo pratici, ma anche emotivi, e potrebbero avere ripercussioni sul benessere del ragazzo.

Adesso può sembrare molto difficile coinvolgere i genitori al fine di trovare un accordo, viste le caratteristiche che lei descrive. Tuttavia, un professionista esperto può certamente aiutarvi a catturare la loro attenzione e facilitare il dialogo, rendendo possibile un percorso condiviso.

Spero di esserle stata un pochino di aiuto.

Un caro saluto

Avv. Maria Ferrara
mariaelena.ferrara@gmail.com

Foto di copertina di Quỳnh Lê Mạnh

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