Cara mamma,
nella sua lettera ci dice che la vostra bambina ha un carattere timido ed è molto attaccata alla mamma.
Nonostante questo, piano piano, si sta adattando alla scuola materna. Il salto dal nido alla materna è un momento di crescita per i bambini, perchè implica un cambiamento. Tutti i cambiamenti sono momenti di crescita, in cui si rompe un equilibrio per ricrearne uno nuovo, e vengono vissuti con fatica dai piccoli (ma anche dai grandi).
La cosa più importante è che questi momenti, seppur difficili, siano affrontati e superati con le rassicurazioni dei genitori, ma anche con fermezza (a meno che non ci siano degli oggettivi elementi traumatici, che a quel punto devono essere gestiti dal genitore).
Insegnare ad affrontare le difficoltà e i cambiamenti è uno dei regali più preziosi che si possano fare ai propri figli, perchè ciò permetterà loro di diventare adulti maturi e responsabili.
Anche il distacco dalla mamma è un momento di cambiamento. I bambini, infatti, passano dalla simbiosi con la mamma, propria dei primi mesi, a dover confrontarsi con il graduale distacco da lei e con l’acquisizione di un’autonomia sempre maggiore, e con il dover entrare in relazione con le altre persone al di fuori dalla diade (il papà, i nonni, gli insegnanti, gli altri bambini, etc.). La mamma deve dimostrare che c’è e che tornerà sempre, quando va via, ma allo stesso tempo deve lasciare spazio alla relazione del bambino con gli altri, affinchè questa si costruisca indipendentemente dalla sua presenza.
In quanto al Complesso di Elettra: è una teoria che spiega determinati comportamenti, qualora questi si verifichino, e non un modello comportamentale che appartiene necessariamente a tutte le bambine.
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Inserimento scuola materna e rapporto con il papà
Sono la mamma di una bimba di 3 anni e mezzo e ho due problemi che da sottoporre.
Innanzitutto l’inizio della scuola materna.
Premetto che ha iniziato ad andare all’asilo nido a 7 mesi, e quest’anno ha iniziato la scuola dell’infanzia.
I primi giorni di inserimento, quando c’ero anche io, non ha avuto alcun problema, anzi si allontanava da me senza timori, andava a cantare e ballare e non cercava la mia presenza.
Da quando ha iniziato ad andare da sola la mattina sono pianti e urla.
La porto piuttosto presto la mattina e lei è una delle prime ad arrivare, l’accoglienza è gestita da una signora che lo fa come volontaria da molti anni, ma la piccola comincia già a casa, anche la sera prima, a dirmi che non vuole andare a scuola, che non vuole mangiare e dormire lì e quando arriviamo a scuola, ci cambiamo ma la momento del saluto lei si mette ad urlare e la signora me la deve strappare dalle braccia e la deve tenere in braccio mentre le si dimena e si dispera.
La bambina ha un carattere piuttosto timido.
Dopo un primo periodo di assestamento la maestra mi ha detto che durante il giorno è nel complesso tranquilla e che mangia e dorme senza più difficoltà (i primi giorni erano momenti di crisi il pranzo e il sonnellino). Mi è stato riferito che si tranquillizza soprattutto quando arriva un bambino che era con lei anche all’asiclo nido.
Alla mia domanda del perchè non voglia andare a scuola lei mi risponde che ci sono bambini che le fanno i dispetti, e io le rispondo che sicuramente sono bambini più piccoli e che devono ancora imparare a giocare con gli altri.
Da qualche giorno il problema si presenta anche nel momento in cui la nonna la aspetta all’arrivo del pulmino, la bambina scende e mette “il muso” perchè vuole la mamma; poi la nonna, con molta pazienza e un po’ di indifferenza, riesce a scioglierla un pochino.
Altro problema che, con alti e bassi, è sempre esistito è il rapporto con il padre. Se siamo tutti e tre (mamma, papà e bambina) lei vuole sempre me: alzarsi dal letto, fare colazione, vestirsi, andare a letto, fare le coccole, ecc. Fin da quando è piccolina il papà non si è mai proposto più di tanto nell’accudimento e ora lei non vuole saperne di lui, a parte alcuni momenti di gioco durante i quali lo lascia giocare con lei. Mentre quando io non ci sono fa meno capricci per stare con il papà. Anche se le occasioni di mia assenza non sono molto frequenti, soprattutto la sera.
La mia richiesta è: come posso comportarmi per favorire il rapporto tra padre e figlia? E il complesso di Elettra? E per la scuola, come mi devo comportare?
Devo dedicarle più tempo durante il resto della giornata o questo potrebbe solo aumentare il suo attaccamento?
Grazie sin d’ora per i consigli che vorrete darmi.
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