Cara Loretta,
le perdite ematiche in età prepuberale possono essere considerate fisiologiche se sono occasionali, quando non sono associate ad altri sintomi e possono perciò essere ricondotte ad un’alimentazione ricca di estrogeni.
Tali estrogeni derivano principalmente da carni: animali come polli, maiali, e bovini, oltre a prodotti caseari, latte vaccino e uova.
Purtroppo negli allevamenti odierni dove l’obiettivo è produrre animali adulti il più velocemente possibile, l’alimentazione è trattata continuamente con farmaci che incentivano la crescita e al bestiame vengono somministrati ormoni.
Questi ormoni e altri farmaci non fuoriescono dal corpo con facilità.
Rimangono nei tessuti grassi degli animali che sono macellati, tagliati, e venduti ai negozi.
Considera questo: un bambino di 8 anni che mangia due hamburger al giorno aumenterà il livello di ormoni del 10%!
In un periodo di anni, questo può creare uno squilibrio di estrogeni, che conduce a sua volta all’ingrossamento delle mammelle.
Detto questo non significa che dobbiamo escludere dalla nostra alimentazione gli alimenti sopra citati se fanno parte delle nostre abitudini, ma sicuramente è nostro compito, in quanto “nutrici”, avere cura nella scelta di tali prodotti e soprattutto nella quantità che andremo a proporre alla famiglia.
Le fibre sono di cruciale importanza per ridurre i livelli eccessivi di estrogeni nel corpo, e soprattutto la varietà degli alimenti dovranno diventare il nostro punto di forza.
Dove trovare i migliori alleati per riequilibrare il livello ormonale dell’organismo?
Nei cereali (grano, orzo, frumento, segala, riso e crusca), nella frutta (Frutti di bosco, Ciliegia e Mirtillo), nei legumi (le lenticchie, i fagioli ed i piselli, latte di soia e tofu) nei semi (lino, girasole, sesamo) e nei vegetali compreso l’olio d’oliva. E poi ancora germe di grano, pappa reale, aglio, carote, anice, finocchio avena, datteri, fagiolini, gramigna, liquirizia, mele, salvia, patate, trifoglio e cavolini di Bruxelles.
Gli altri fattori che bisogna considerare quando notiamo perdite ematiche in bambine così piccole fanno riferimento ad una scarsa igiene perineale, riconducibile ad una scorretta modalità di pulizia della parte genitale dopo l’evacuazione con movimenti che vanno dall’ano verso la vulva e ciò facilita una contaminazione batterica della vagina. Sappiamo, infatti, che la prossimità fra ano e vulva si caratterizza di un relativo assottigliamento dell’epitelio che va protetto: anche l’ipersensibilità ai detergenti intimi, bagnoschiuma contenenti sodium laureth sulfate anche se pubblicizzati come indicati per la prima infanzia, i detersivi e gli ammorbidenti per il bucato, i tessuti sintetici, gli sbiancanti contenuti della maggior parte dei pannolini possono intervenire nelle irritazioni ed anche nelle infiammazioni…
Credo fermamente nella capacità del corpo di un bambino, ed anche di quello di un adulto, di trovare la strada più veloce per liberarsi dai fattori nocivi per poter conservare il proprio benessere, e quelle manifestazioni che ci inducono ad una preoccupazione spesso rappresentano già una soluzione… o comunque alzano il nostro livello di attenzione al fine di trovarne una adeguata nel minor tempo possibile!
Un caro saluto
Arianna Fucarino
