4 Febbraio 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Aggressività del figlio più grande

Buonasera,
ho tre bambini di 10, 9, 2 anni.
Il mio problema è l’aggressività del più grande (maschio). Il bambino è spesso violento e dispettoso nei riguardi dei fratelli, sopratutto quando viene sgridato o deve eseguire attività a lui nn gradite (ad es, i compiti).
E’ un bambino molto intuitivo e attento, non ha problemi scolastici.
Questi atteggiamenti non sono presenti al di fuori del contesto familiare.
Durante questi crisi (circa 2/3 alla sett) minaccia anche il suicidio (“mi butto dalla finestra”).
Dopo circa 15/20 minuti, quando si riesce a contenerlo si calma e ritorna il bimbo tranquillo e sereno.
La bimba di 9 anni si “difende” innescando un circolo vizioso… ma è più facile da gestire.
Il piccolo di 2 anni crede di giocare e inizialmente rimane con il fratello poi scappa, sicuramente ha innescato un pò di gelosia ma non credo che possa giustificare completamemte il comportamento sopra descritto.
Vorrei portare mio figlio da un psicologo ma mio marito ritiene che sia solo una fase normale di crescita e che i fratelli si sono sempre picchiati.
Grazie anticipatamente per l’attenzione
cordiali saluti
Marica

Cara mamma,
il comportamento del vostro figlio grande, da come lo descrive, sembra essre eccessivo, rispetto alla solita gelosia fra fratelli. Ci dice che spesso è violento e dispettoso e che le crisi durano 15/20 minuti. Talvolta minaccia il suicidio.
Non è da sottovalutare una richiesta d’aiuto di questa portata. Sicuramente quello che il bambino vi chiede in quei momenti, direttamente o indirettamente, è di essere contenuto da voi adulti di riferimento (infatti si calma quando riuscite a contenerlo). Contenere un bambino significa dargli dei limiti, dei confini, regole chiare e non negoziabili. Può essere anche utile, durante la crisi, contenerlo fisicamente tenendolo stretto.
Anche se il contenimento si dimostra una soluzione utile alla crisi del momento, è comunque necessario ricercare le cause di tanta sofferenza/insofferenza.
Vi consigliamo di chiedere un colloquio ad uno psicologo dell’età evolutiva della vostra città, per analizzare il contesto relazionale, presente e passato, in cui si crea il disagio, e poterlo quindi modificare a favore di un maggior benessere familiare.

Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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