Buongiorno,
capisco la tua preoccupazione, se tuo figlio di tre anni non parla ancora e tende a urlare durante il gioco, è importante considerare una serie di aspetti legati allo sviluppo del linguaggio. Spesso i bambini che non parlano affatto utilizzano i gesti per comunicare e hanno una comprensione del linguaggio nella norma o leggermente al di sotto.
Molti di questi bambini “sbocciano” tra i 24 e i 36 mesi, recuperando rapidamente il ritardo e allineandosi ai loro coetanei. Tuttavia, nel 30% dei casi il ritardo persiste oltre i 36 mesi, e anche tra quelli che sembrano aver recuperato, possono presentarsi successivamente delle lacune che potrebbero influenzare l’apprendimento della lettura, della scrittura e delle abilità linguistiche più complesse, come l’argomentazione o l’uso del registro linguistico adeguato al contesto.
Pertanto, se a 3 anni un bambino non parla o parla poco, è consigliabile un intervento tempestivo.
Perché è importante intervenire presto?
A questa età, i bambini devono poter allenarsi su sintassi e organizzazione del discorso, nonché gettare le basi per il metalinguaggio, ovvero la consapevolezza di come funziona la lingua (ad esempio, capacità di dividere le parole in sillabe o riconoscere rime). Queste abilità sono prerequisiti fondamentali per la lettoscrittura. Se il bambino è impegnato a recuperare il linguaggio, potrebbe non avere abbastanza tempo per sviluppare queste competenze.
Bambini iperattivi e ritardo del linguaggio
E’ importante sottolineare che la combinazione di iperattività e ritardo nel linguaggio può essere un segnale di disturbi dello sviluppo, come l’autismo o l’ADHD. Se noti entrambi questi comportamenti, sarebbe utile considerare una valutazione più approfondita da parte di uno specialista.
Cause del ritardo nel parlare
Il ritardo nel linguaggio può avere diverse cause, poiché il linguaggio è strettamente collegato a funzioni come lo sviluppo cognitivo, la percezione uditiva, l’attenzione, la memoria, la motricità della bocca e della lingua, e le abilità relazionali. A volte il ritardo può essere legato a tempi di maturazione differenti: ad esempio, un bambino che si sta concentrando sullo sviluppo delle competenze motorie può mostrare progressi più lenti nel linguaggio. In questi casi, si può assistere a un recupero spontaneo.
Tuttavia, se le difficoltà persistono, potrebbe trattarsi di un disturbo primario del linguaggio o essere secondarie ad altre condizioni, come problemi di udito, malformazioni dell’apparato fonoarticolatorio, sindromi genetiche o paralisi cerebrale.
Cosa può fare un genitore nell’attesa di consultare uno specialista?
Nell’attesa di un consulto con un esperto, ci sono alcune strategie che puoi adottare per stimolare lo sviluppo del linguaggio di tuo figlio:
Osserva il suo comportamento: Cerca di capire in quali momenti specifici urla e quali sono le sue modalità di comunicazione non verbale, come i gesti, per poter rispondere in modo più mirato.
Crea un ambiente comunicativo: Parla molto con lui durante le attività quotidiane, descrivendo ciò che fai e incoraggiandolo a partecipare con suoni o gesti. Evita di sovraccaricarlo con domande, ma offrili frasi semplici da imitare.
Giochi comunicativi: Utilizza giochi che promuovano la comunicazione, come simulare conversazioni (es. giocare al telefono) o giochi di ruolo, per incoraggiare l’uso delle parole.
Rinforzo positivo: Incoraggialo e premialo ogni volta che tenta di comunicare, anche se utilizza suoni o gesti, in modo che si senta motivato a continuare a provare.
Se hai altre domande o vuoi approfondire qualche aspetto, puoi contattarci di nuovo.
Foto di copertina di kazuend
