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10 Dicembre 2024 L'ESPERTO RISPONDE

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Mio figlio di 3 anni e mezzo urla in continuazione – Cosa fare?

Salve, mio figlio urla continuamente.
Sta per compiere 4 anni e ormai da parecchi mesi ha iniziato a urlare, oltre che nei momenti di paura rabbia o felicità, in cui penso sia normale, ma anche nel resto della giornata.
Quando gioca da solo urla compulsivamente, spesso fa video con il telefono di lui che urla e ride riguardandolo.
Purtroppo ammetto che in famiglia lo abbiamo sempre accontentato su qualsiasi cosa, non ha ancora frequentato l’asilo e non sa rapportarsi con gli altri bambini, non sa giocare da solo e cerca continuamente un adulto che lo guardi mentre gioca.
Cosa posso fare?

Buongiorno,
capisco che la situazione possa essere impegnativa, e molte delle dinamiche che descrivi sono comuni in bambini che hanno vissuto i primi anni senza una grande interazione sociale. Il bisogno di urlare potrebbe essere un modo per lui di esprimere emozioni e gestire l’energia in eccesso, ma anche di attirare attenzione, dato che finora è stato molto accontentato.

Ecco alcune strategie che potrebbero aiutarti:

Potresti iniziare a stabilire brevi periodi in cui giochi vicino a lui, ma senza partecipare attivamente. In questo modo, lui percepisce la tua presenza senza sentirsi al centro dell’attenzione. Gradualmente, potresti allontanarti e lasciarlo giocare da solo per qualche minuto, aumentando lentamente il tempo di autonomia.

Prova a coinvolgerlo in attività che richiedano concentrazione o stimolino l’immaginazione, come disegni, costruzioni o giochi sensoriali. Se il bisogno di urlare deriva da un surplus di energia, dargli dei momenti dedicati a sfogarsi in modo costruttivo (come una corsa o un gioco di movimento) potrebbe aiutarlo.

Anche se per il bambino può essere divertente rivedersi mentre urla e ride, limitare questi video potrebbe ridurre l’abitudine. Trova invece contenuti che lo intrattengano e che lo stimolino in modo diverso, evitando però una dipendenza dai dispositivi come unico svago.

Giocare insieme in modo che lui impersoni altri personaggi, come animali o professioni, può dargli nuovi modi per esprimersi e sviluppare la capacità di gestire l’attenzione senza urlare.

Anche se non ha ancora frequentato l’asilo, potresti organizzare incontri brevi e con pochi bambini, aiutandolo a scoprire come condividere il gioco. Questi momenti potrebbero arricchire il suo modo di giocare e, col tempo, aiutarlo a gestire la necessità di avere sempre un adulto presente.

È naturale che tutto questo richieda pazienza e piccole dosi di sperimentazione. Progressivamente, riuscirà a capire che il gioco autonomo è possibile e che l’attenzione non è sempre garantita da un adulto presente.

Foto di copertina di Sam Poullain

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