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17 Dicembre 2024 L'ESPERTO RISPONDE

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Gestione emozioni di un bambino di 3 anni

Buongiorno,
sono la mamma di un bimbo di 3 anni che da settembre frequenta il nido. È un bimbo molto intelligente, parla da più di un anno, adesso formula frasi complete, ama ascoltare fiabe e si relazione bene con i compagni.
Le maestre mi hanno segnalato che ha difficoltà a gestire le emozioni perché da qualche tempo piange nuovamente al nido quando lo lascio.
A mio avviso è perché si è spaventato o infastidito per qualcosa.
A casa stiamo lavorando sulle emozioni perché urla, ha momenti in cui butta i giochi per terra e fa dei capricci.
Non so se è il caso di portarlo da un esperto.
Le maestre erano preoccupate, sinceramente penso abbia i suoi tempi.
Grazie

Buongiorno,
È comprensibile che le emozioni forti del tuo bambino ti preoccupino, ma il comportamento che descrivi è molto comune nei bambini di quest’età, specialmente quando iniziano a frequentare il nido o la scuola.
I bambini a tre anni stanno ancora imparando a riconoscere, comprendere e gestire le loro emozioni.
È normale che, in situazioni nuove o con cambiamenti, come il passaggio dal tempo passato a casa al nido, possano reagire con pianti, capricci o altri comportamenti espressivi.

Ecco alcune strategie che potrebbero aiutare a sostenere il suo percorso emotivo:

Continua a dedicare tempo a parlare delle emozioni. Potreste usare libri illustrati che trattano le emozioni (come “Che rabbia!” o “I colori delle emozioni”), in modo che lui possa identificarsi nelle storie e riconoscere cosa prova. Incoraggiarlo a esprimere le sue emozioni verbalmente, anche se in modo semplice, può essere utile.

Spesso, i bambini si sentono più sicuri quando le transizioni sono prevedibili e rassicuranti. Ad esempio, puoi stabilire un piccolo rituale di saluto che vi piaccia entrambi, come un abbraccio speciale o un gesto che sappia che farete ogni mattina. Questo tipo di routine può aiutarlo a sentirsi più calmo nel momento del distacco.

Dato che urla o lancia i giochi, assicurarsi che abbia momenti per sfogarsi fisicamente può essere utile. Potrebbe trovare sollievo in giochi che gli permettano di muoversi e di scaricare tensioni, come saltare, correre o giocare con palline morbide, in modo sicuro.

È importante, come già fai, dare al bambino il tempo di adattarsi, evitando di aspettarsi che gestisca subito le emozioni alla perfezione. Mostrare comprensione e pazienza verso il suo processo di crescita lo aiuterà a sentirsi più sicuro.

Confrontarsi con un esperto è sempre positivo, soprattutto se le difficoltà persistono o se senti il bisogno di avere supporto aggiuntivo. Anche poche sessioni con un professionista dell’età evolutiva possono offrire strumenti pratici e mirati per agevolare il suo percorso e darti strategie per gestire meglio queste emozioni in crescita.

Tuttavia, sembra che tu stia già facendo un ottimo lavoro nel supportarlo, e probabilmente col tempo riuscirà a gestire meglio queste emozioni con l’aiuto e la pazienza che gli stai dedicando.

Foto di copertina di Vitolda Klein

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