Cara Lucia,
a meno che suo figlio non richieda, per qualche motivo, insistentemente di andare alla scuola elementare, noi non riteniamo necessario privare un bambino del suo ultimo anno di scuola materna (dando per scontato che la stia frequentando, non avendo avuto precisazioni in proposito). Anno in cui non solo potrà ancora godere di quella dimensione più ludica, meno strutturata e più libera rispetto alla scuola; ma in cui si potrà sentire particolarmente inserito con i compagni (essendo il terzo anno insieme) e particolarmente competente rispetto alle attività da svolgere. Questa padronanza di sè e dell’ambiente può favorire al meglio la sicurezza in se stesso e la sua autostima.
Viceversa, un precoce inserimento a scuola lo metterebbe in una condizione di inevitabile difficoltà di fronte a bambini più grandicelli di lui, e quindi necessariamente un po’ più adeguati rispetto ai compiti richiesti. Se questa condizione da una parte può essere vista come uno sprono, dall’altra rischia di creare nel suo bambino un senso di inadeguatezza.
Resta a voi genitori scegliere la situazione più adatta a vostro figlio.
a meno che suo figlio non richieda, per qualche motivo, insistentemente di andare alla scuola elementare, noi non riteniamo necessario privare un bambino del suo ultimo anno di scuola materna (dando per scontato che la stia frequentando, non avendo avuto precisazioni in proposito). Anno in cui non solo potrà ancora godere di quella dimensione più ludica, meno strutturata e più libera rispetto alla scuola; ma in cui si potrà sentire particolarmente inserito con i compagni (essendo il terzo anno insieme) e particolarmente competente rispetto alle attività da svolgere. Questa padronanza di sè e dell’ambiente può favorire al meglio la sicurezza in se stesso e la sua autostima.
Viceversa, un precoce inserimento a scuola lo metterebbe in una condizione di inevitabile difficoltà di fronte a bambini più grandicelli di lui, e quindi necessariamente un po’ più adeguati rispetto ai compiti richiesti. Se questa condizione da una parte può essere vista come uno sprono, dall’altra rischia di creare nel suo bambino un senso di inadeguatezza.
Resta a voi genitori scegliere la situazione più adatta a vostro figlio.
Lo staff dello Studio di Psicologia Relazionale: (Daniela Ciaramita – Barbara De Meo – Maria Cristina Peyrani)
