Cara Marika,
dopo il primo anno d’età, i bambini sono concentrati sul conoscere le proprie emozioni e devono imparare a gestire la rabbia che deriva dalla frustrazione di non riuscire a controllare il mondo circostante.
In particolar modo diventa consapevole del fatto che la madre, elemento centrale del suo mondo, è indipendente da lui: nutre pensieri, interessi, desideri e occupazioni proprie.
C’è una fase che interessa quasi tutti i bambini: la scoperta che quando si fanno male in modo fortuito gli adulti accorrono immediatamente per consolare e soccorrere li spinge a sperimentare anche momenti di “autolesionismo” per cercare di ottenere il medesimo effetto.
Quando gli episodi tendono a ripetersi in quantità e genere rappresentano una richiesta di attenzione da parte della nostra creatura.
Sicuramente uno dei compiti principali dei genitori è quello dell’ascolto attraverso l’empatia senza venir meno alla necessità di introdurre regole o proibizioni quando sono strettamente necessarie.
Nel tuo caso è importante far capire che bisogna prendersi cura di sé e della propria testa, così come fate voi genitori. Qualunque sia l’approccio che vuoi utilizzare è importante che lui si senta accolto piuttosto che criticato o ridicolizzato. Non sono del parere di ignorare tali manifestazioni sperando che prima o poi il bambino si rassegni a cambiare atteggiamento.
Puoi utilizzare il metodo dell’abbraccio contenitivo sussurrandogli paroline dolci all’orecchio per farlo rilassare, puoi fermare le sue manine e accarezzandole lentamente fai aprire il suo pugno ristabilendo un contatto visivo in cui il bambino può leggere disponibilità e calore, puoi confermare la tua presenza sedendoti vicino a lui, alla sua altezza.
Credo che solo dando attenzione i nostri figli potranno in seguito restituirne a noi e al mondo che li circonda.
Lo sforzo maggiore che viene richiesto a noi giovani adulti-genitori è quello di entrare in questa dimensione infantile che tutti decantano ma che troppe volte nel vivere quotidiano viene disattesa.
Un caro saluto
Arianna
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Botte in testa
Salve,
ho un bimbo di 17 mesi ed è circa un paio di mesi di sbatte la testa e si da pugni spesso.
Ci siamo resi conto che non fa ciò solo quando lo contrariamo ma anche se gli fai complimenti o quando rientra il papa dal lavoro, oppure quando non vede delle persone da tempo.
Frequenta il primo anno di nido e ci troviamo molto bene e il nostro
piccolo in quel ambiente non lo ha mai fatto.
Le educatrice lo hanno visto solo una volta, quando il padre lo è andato a prendere, ed il loro consiglio è stato di sgridarlo e sinceramente per qualche giorno con me non lo ha fatto più. Poi… di nuovo!
Come ci dobbiamo comportare?
Riesce a sbattere così forte che si provoca lividi.
Vorrei un vostro
consiglio, per ora grazie mille
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