4 Settembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Risposte arroganti

Da diversi mesi mia figlia risponde, sia a me che al
papà, con toni davvero intollerabili.
Un quadro veloce: la bimba ha 5 anni, una sorella di 15 mesi, accolta con
molto entusiasmo, un po’ di gelosia che per fortuna siamo riusciti a
superare (quella critica, quella sana ogni tanto ovviamente riappare), va
all’asilo normalmente, e all’asilo è una bambina bravissima, partecipe,
vivace ma non eccessiva, curiosa e solare.
Brava con le nonne, anche se
giustamente a volte approfitta.
Solare con gli altri bimbi, nei limiti della sua età gioca volentieri con tutti e se vuole fa amicizia facilmente.
Popolare tra le compagne e molto apprezzata.
A casa è in eterna sfida con noi, io purtroppo arrivo da una famiglia
decisamente non felice e ho sicuramente un problema di insicurezza molto
forte, che sto cercando di risolvere, e ho faticato molto a trovare un
equilibrio con lei, mi arrabbiavo facilmente, con forti scatti d’ira dovuti
alla paura di perdere il controllo e non riuscire ad essere la madre
perfetta con la figlia perfetta che volevo.
Sto superando questa fase, con
molta fatica ma tanti risultati, e abbiamo trovato un equilibrio e un
dialogo davvero piacevoli, cerco di dedicarle spesso del tempo, non tutti i
giorni, ma quando posso cerco di passare del tempo sola con lei (o lei
col papà) e quando c’è la sorellina di stare uniti.

Arrivo al punto, non mi preoccupano i problemi quotidiani, ma queste
risposte stizzite e con tono decisamente arrogante e provocatorio, cose tipo
“Ma mi lasci stare? ma sei poi noiosa! uffa, che pizza! ho detto di no che
non voglio. Vattene” ecc. Sono scatti che ha molto facilmente, che non si
risolvono cercando di parlarle (nel momento non ci vuole vicini né vuole
sentirci parlare), che non passano lasciandola sfogare dicendole solo
“Capisco che sei arrabbiata, ma questi toni mi feriscono e non mi piacciono,
quando sarai più tranquilla sono qui e ne parleremo”, e finiscono solo
quando al limite della sopportazione sbotto arrabbiata.
A quel punto si
trasforma, abbassa la testa, mi chiede scusa, diventa gentile al limite
opposto, con una voce innaturale dolcissima, chiedendo scusa e per favore
per ogni cosa (anche per poter andare in bagno!) e coccolandoci e
baciandoci.

Ecco, vorrei capire perché fa così, e come posso spiegarle che non posso
accettare toni e risposte simili, ma nemmeno serve che lei sia dolce e
perfetta, che va bene se si arrabbia (cosa che le dico sempre) ma non se ci
offende, e non serve che sia servile con noi. Ho provato più volte a dirle
queste cose a voce, ma non è servito, e ora dopo diversi mesi, visto che le
assicuro che toni simili portati avanti a volte anche un pomeriggio senza
che niente riesca a toglierli (parlarne, dirle che non ci piace, metterla in
castigo, darle un time out per calmarsi, ecc) sono davvero snervanti!
Daniela

Cara Daniela,
mi pare tu abbia fatto un grosso lavoro su di te e nella relazione con tua figlia, con cui hai trovato un equilibrio e un dialogo davvero piacevoli, ottenendo risultati che ti rendono soddisfatta.
Ma rimane un neo: tua figlia ha spesso risposte stizzite, con tono decisamente arrogante e provocatorio, con toni intollerabili nei confronti tuoi e del papà, che tu vivi come una continua sfida a voi.
Ho l’impressione che in alcune situazioni ti sia difficile trovare l’equilibrio fra l’andare incontro a tua figlia mantenendo con lei un buon rapporto, e l’ottenere quel rispetto e quella considerazione che ti aspetteresti.
Provi a parlarle, usando un messaggio in prima persona, cioè un messaggio che esprime gli effetti che il suo comportamento ha su di te, per sensibilizzarla alle tue esigenze. Le dici infatti: “…questi toni mi feriscono e non mi piacciono”. Ma non funziona. In effetti non è un messaggio ben costruito: la premessa e la conclusione non sono solo inutili, veicolano messaggi ben precisi.
A me pare un messaggio un po’ troppo timido.
Tua figlia percepisce forse ancora un po’ di insicurezza e disagio nel porle la richiesta, la tua mancanza di determinazione ed il fatto che tu quasi non possa concedere a te stessa di pretendere qualcosa da lei. Un messaggio in prima persona deve essere forte e chiaro per funzionare e deve veicolare chiaramente il sentimento sottostante, senza timori ma con la certezza chiara dei propri diritti e bisogni e la fiducia nel rapporto che si sta vivendo. Anche con la capacità di tollerare il malumore che può cagionare all’altro, in questo caso la figlia.
In seguito il conflitto lo scateni tu sbottando arrabbiata. Ed a quel punto diventa lei quella troppo docile e disponibile, mostrando a sua volta le stesse difficoltà nei tuoi confronti.
A livello di comunicazione, sarebbe necessario trovare una modalità assertiva, né troppo debole né troppo aggressiva.
Ma a questo punto occorre prima comprendere quali meccanismi sottostanti la comunicazione si vanno attivando, quali sentimenti ed emozioni muovono linguaggio e comportamento.
Prima di tutto fare chiarezza in te.
Quando ti sarà possibile essere serena di fronte a questi suoi atteggiamenti, allora potrai comprendere che cosa muove lei a comportarsi così e magari potrai usare anche l’ascolto attivo, che in questo contesto mi pare più appropriato.
A me sorgono spontanee alcune domande (valutate tu e tuo marito se per voi hanno senso).
Quanto siete disposti a tollerare che lei abbia spazi suoi, senza intervenire troppo?
A lasciarla un po’ tranquilla per conto suo?
Mi pare che dalle sue parole emerga questa richiesta, anche se espressa in tono arrogante.
Quanto riuscite a non farvi attivare troppo dalle sue provocazioni, a non farvi coinvolgere troppo portando avanti un intero pomeriggio questi contrasti alla ricerca di mille strategie (parole, castighi, time out, ecc)?
Penso che continuando nel lavoro introspettivo che stai facendo su di te, tu possa facilmente chiarire prima di tutto a te stessa che cosa nella vostra relazione, peraltro soddisfacente in molti altri momenti, si smuova quando si manifestano questi comportamenti e quindi quali modalità di relazione adottare.

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