Cara Elda,
sei preoccupata perché tuo figlio patisce i torti che i compagni di gioco o di scuola gli fanno. Lui è intelligente ed educato, agisce correttamente e non reagisce in modo violento.
Luca però potrebbe essere non solo educato ma anche remissivo. Come si comporta quando un altro bimbo, anche se più piccolo, gli prende il posto o i giochi o lo picchia? Riesce a far valere i suoi diritti, anche se in modo educato, oppure subisce la situazione?
Il fatto che ci rimane molto male sia al momento che a casa mi fa pensare che subisca la situazione piuttosto che trovare un modo di relazionarsi con gli altri su un livello di parità.
La situazione non è affatto semplice.
Anche gli adulti spesso non sanno come fare valere le loro ragioni. E’ un’abilità che va appresa. Come fare con Luca?
La prima cosa è accogliere il suo dolore, ascoltarlo in modo che riesca ad esprimere chiaramente quello che ha vissuto.
Lasciare che esprima tutto, anche un’eventuale rabbia sottostante, senza giudicare e senza dargli indicazioni, senza giustificare l’altro per il fatto che magari è più piccolo o ha altri problemi. Luca deve imparare che ha diritto di essere rispettato e considerato, indipendentemente dai problemi degli altri.
Per quante buone motivazioni possa avere la sorella, se non lo ha salutato, per lui non c’è ragione che tenga: non lo ha salutato! E lui ci sta male!
Il fatto che la mamma e gli adulti di riferimento lo ascoltino con attenzione e considerazione sarà per lui un modo per trovare consolazione e nel contempo per imparare a considerarsi lui stesso.
Nel tempo, quando avrà imparato ad ascoltarsi e a ritenere importante il suo benessere e non solo quello degli altri, si potrà provare a fargli cercare dei modi educati ma insieme efficaci che lui possa utilizzare per ottenere maggiore rispetto e considerazione da parte degli altri.
Ma non occorre suggerirglieli, è inutile dire ad un altro quel che deve fare. Se si sente di farlo, lo farà da solo, altrimenti non potrà costringersi a fare quel che non sente.
Rispetto alla sorella, ad esempio, il fatto di esprimere anche a lei il suo dispiacere per non essere stato salutato, può sensibilizzare la sorella ad una maggiore attenzione agli altri, dimostrarle l’importanza che lei ha per lui e rinsaldare il loro rapporto.
Ma anche questo non può essere imposto!
Starà a lui trovare poco per volta le modalità a lui più consone quando sarà più sicuro di sé e del suo valore per se stesso e per gli altri.
9 Settembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE
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Bambino troppo sensibile
Mio figlio Luca 7 anni e mezzo é un bambino intelligente ed educato, aspetta il suo turno e le regole le rispetta, quando qualche altro bambino anche più piccolo di lui gli prende il posto o i giochi o lo picchiano lui é sempre ben educato.
Noto però che ci rimane molto male
sia al momento sia dopo a casa.
Oggi sua sorella é andata a scuola senza
salutarlo poiché un’amica l’aspettava e lui si é messo a piangere
inconsolabilmente.
Gli ho spiegato il motivo ma non é servito.
Questo esempio per farle capire com’è Luca.
Come mi consiglia di agire per
aiutarlo.
Grazie.
Elda
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