Cara Daniela,
solitamente i bambini riescono a fare a meno del pannolino tra i 18 e i 36 mesi, tuttavia può capitare che il momento di questo delicato passaggio slitti ai 4 anni, senza che questo significhi che ci siano delle problematiche sottostanti rilevanti.
Togliere il pannolino ha a che fare con la conquista dell’autonomia: per il bambino rappresenta inconsciamente l’abbandono del mondo da lattante.
Non sopportare le negazioni, a ben vedere, anche ha a che fare con la crescita, perchè comporta il primo conflitto/separazione della diade simbiotica mamma/bambino, propria della fase neonatale.
Supponiamo, dunque, che le due questioni che ci pone confluiscano entrambe nella resistenza a diventare più grande.
Da una parte consigliamo di non forzare troppo vostro figlio, permettendogli di godersi ancora un po’ quella magica e irripetibile condizione infantile, ma allo stesso tempo consigliamo di rinforzarlo e sostenerlo ogni qualvolta si spinga a fare dei passi nella direzione dell’autonomia (un po’ come era successo quando aveva cominciato a camminare).
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale
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Un bimbo arrabbiato
Sono una mamma che ha un bambino che ha compiuto da un mese 4 anni.
I problemi a cui non sappiamo dare risposta e che lo riguardano sono due e non so se sono collegabili: ancora non gestisce la pipì e la cacca e ha degli attacchi di collera che lo portano a picchiare, graffiare e sputare.
Su richiesta delle dade del nido a giugno del 2009 gli è stato tolto il pannolino perché sembrava pronto.
In un primo momento sembrava che la cosa funzionasse (anche perché le dade erano molto attente a portarlo spesso al bagno) poi c’è stato un passo indietro e ancora oggi continua a farla nelle mutandine.
A settembre c’è stato il passaggio alla scuola materna e le cosa invece di migliorare sono peggiorate… mi arrivano 4 cambi sporchi al giorno.
Noi abbiamo provato di tutto comprando vasini che suonavano premiandolo e ad un certo punto stanchi abbiamo provato con metodi più decisi obbligandolo e dicendogli che la cacca gli brucia il sederino. Ma lui continua a dire che non sente quando arrivano anche se quando arriva la pipì strige le gambine per trattenerla e quando fa la cacca si vede che è sotto sforzo.
La cacca la fa anche 4-5 volte al giorno, ne fa poca e quando lo mettiamo sul vasino raramente la fa tutta… abbiamo provato anche ad intrattenerlo (raccontando storie e facendogli guardare i cartoni) sul water per più di 30 minuti ma senza risultati.
Il mese scorso abbiamo fatto delle analisi e abbiamo visto che aveva un infezione alle vie urinarie (probabilmente legata al fatto che trattiene la pipì) e dopo una settimana di antibiotici speravamo che qualcosa cambiasse ma questo non ha portato miglioramenti, anche perché, preoccupati, abbiamo cominciato a dirgli che la pipì non importa dove ma basta che la fa.
Ma la cosa che ci lascia più perplessi e che quando semplicemente gli diciamo che ha fatto la cacca o la pipì e deve andare a cambiarsi diventa ingestibile, si arrabbia, non vuole pulirsi e incomincia a picchiare e sputare.
Questo inverno su richiesta del bambino gli abbiamo tolto il pannolino anche la notte ma era diventato un incubo si svegliava piangendo ogni qualvolta si sentiva bagnato, dopo due mesi gli abbiamo rimesso il pannolino senza grandi opposizioni.
E’ sempre stato un bambino molto affettuoso, sensibile e bisognoso delle nostre attenzioni, noi siamo molto presenti ma ovviamente per necessità siamo costretti ad andare a lavoro lasciandolo, da quando aveva 1 anno, a scuola fino al pomeriggio e qualche settima l’abbiamo lasciato in vacanza dai nonni… non so se questo è un motivo che può scatenare la sua rabbia e farla addosso diventa una richiesta di maggiori attenzioni.
Devo dire che la rabbia non è collegata solo al contesto “evacuazione” ma anche quando gli neghiamo qualcosa si ribella e diventa ingestibile, anche a scuola mi dicono le maestre che vive i no come una frustrazione. Ovviamente noi cerchiamo di non cedere ai sui capricci.
Cosa dobbiamo fare?
Grazie
Daniela
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