8 Ottobre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Piange per entrare a scuola

Buongiorno,
mio figlio di 7 anni e mezzo ha iniziato la 2° elementare da una settimana e, come l’anno scorso, al mattino al momento di entrare a scuola si mette a piangere.
Sottolineo che è un bambino molto sensibile e timoroso (mi sono accorta per esempio che ha paura che le maestre possano sgridarlo per qualcosa).
Le maestre mi hanno tranquillizzata dicendomi che non appena è in classe smette di piangere ed è sereno per tutto il giorno.
Noi famigliari non sappiamo come aiutarlo a superare il problema. Adesso è il 2° anno che si ripresenta!
Tra l’altro ci sembra di capire che la scuola gli piaccia e va bene in tutte le materie, anche se le maestre ci dicono che se fosse un pò più aperto potrebbe sfruttare ancora meglio le sue qualità.
Se gli chiedo perchè piange lui mi risponde che non lo sa, ma che gli viene da piangere quando deve entrare a scuola.
Come informazione generale non ci sono particolari problemi in famiglia. Ha un fratello più piccolo che come carattere è l’opposto del suo, aperto e sempre pronto a mettersi in gioco.
Aiutatemi! E’ il caso di affrontare il problema con un medico professionista?
Grazie

Cara Silvia,
innanzitutto ci sembra sicuramente positivo il fatto che suo figlio smetta di piangere appena entra in classe e che, superata la difficoltà iniziale, resti sereno tutto il giorno. Purtroppo però nella sua mail ci ha fornito pochi elementi per meglio analizzare la situazione.
Noi ci siamo posti i seguenti interrogativi. Il bambino è andato anche al Nido e alla scuola materna? In caso affermativo si era presentato lo stesso problema? L’anno scorso, in prima elementare, a un certo punto ha smesso di piangere o ha continuato tutto l’anno? Oltre alla scuola il bambino vive, o ha vissuto, altre esperienze di separazione- seppur breve- dalla famiglia? In tal caso, come reagisce? Come affronta il distacco dalla famiglia? E voi genitori come lo affrontate?
Se rispondendo a queste domande si rende conto che il problema è limitato e circoscritto, probabilmente si risolverà spontaneamente (soprattutto se è andata così anche l’anno scorso), ma nel momento dell’accompagnamento a scuola è fondamentale che lei non si faccia contagiare dall’ansia del bambino mantenendo un atteggiamento sereno e rassicurante. Ad esempio, se la scuola ha rappresentato e rappresenta l’unica occasione di separazione dalla famiglia, il bambino si è presentato a questo importante appuntamento un po’ impreparato e va quindi aiutato ad affrontarlo con fiducia e serenità.
Se invece si rende conto che il problema è più generalizzato, ha origini più antiche e non è limitato solo alla scuola, forse potrebbe essere il caso di comprendere meglio le origini e le cause del disagio del bambino.
Se lo ritenesse utile non esiti a ricontattarci.

Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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