17 Novembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Bambino vergognoso

Ciao,
mia chiamo Antonietta e sono la mamma di Andrea un
bimbo di 2 anni e 6 mesi.
Andrea frequenta già da un anno l’asilo nido, le insegnanti mi dicono che è
allegro, partecipa in tutte le attività con molto entusiasmo, impara
velocemente canzoni, colora, gioca, ed è anche molto educato dice e risponde
grazie e prego quando gli si da qualcosa).
Con me ha imparato sempre
giocando a contare fino a 20 e riconosce le lettere dell’alfabeto
naturalmente in stampato, gli piacciono le storie.

Quando gli chiediamo come
si chiama mi risponde il suo nome cognome e aggiunge anche l’indirizzo.
La
cosa che non capisco è come mai se una persona che non conosce o che non
vede da molto tempo ma anche gli stessi nonni che rivede dopo qualche
giorno, gli fanno una domanda del tipo come ti chiami o conta fino a 20 si
vergogna e non dice più nulla per circa 5 / 10 minuti! diventando un bimbo
timidissimo…. e più gli dico di rispondere che sai tante cose e peggio
è?!.
Che posso fare se devo fare qualcosa?
Chiedo ancora una aiuto da un po’ di tempo il suo amichetto giocando alza le
mani e lui oltre a guardarmi in cerca di aiuto si fa venire i lacrimoni e ci
rimane malissimo.
Le maestre al nido dicono che deve imparare a difendersi e
gli suggeriscono: se qualcuno ti da uno schiaffo tu devi dare un altro
schiaffo!
Non so se questo è giusto da insegnare ma comunque Andrea non
concretizza quello che gli dicono anzi rimane a bocca aperta.
Però ho
notato che se gli dico di no su qualcosa allora lui mi da uno schiaffo!

come mi devo comportare?
Antonietta

Cara Antonietta,
i bambini fanno di tutto per rendere felici i propri genitori, soprattutto in questa tenera età dove non distinguono e neppure si domandano il perché delle richieste degli adulti… semplicemente esaudiscono le aspettative di mamma e papà.
Probabilmente non vuole condividere con altre persone quelle che lui considera informazioni “preziose” legate ad un gioco tutto vostro, che gratificano e generano gioia, quando sono condivise fra voi.
La tua creatura potrebbe essere sì timida di natura, capace di entrare nella relazione con gi altri con un approccio osservativo, o semplicemente
potrebbe nutrire il desiderio di raccontare altre cose maggiormente legate alle esperienze più recenti.
Abbiamo il compito di nutrire la loro autostima e la fiducia in se stessi permettendo loro di approcciare al nuovo con autonomia e libertà, senza fare da intermediari laddove non sia necessario.
In questo modo possono sperimentare diverse risposte alle situazioni del “mondo” per giungere alle soluzioni che maggiormente rispecchiano la propria personalità.
Andrea è coerente al suo vissuto:
– quando cerca nei tuoi occhi la risposta da dare all’amichetto che lo colpisce
– quando reagisce ai tuoi no colpendoti
– quando non esegue la legge del taglione “occhio per occhio” suggerito dalle maestre (che forse non sanno che re Salomone, in tutta la sua grandezza, è vissuto nel 933 a.c.)
E dimostra nuovamente di non sapere quale debba essere la risposta adeguata che possa mettere insieme le sue caratteristiche, la vostra approvazione genitoriale e le aspettative degli “altri”. È alla ricerca di un equilibrio, come tanti adulti del resto, e proverà diverse tattiche imitando soprattutto quelle che osserva.
Ti vorrei suggerire la lettura del libro pubblicato dalla LLL “Crescerli con amore” e
Il concetto del continum di JeanLiedloff.
Arianna

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