3 Febbraio 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Mia figlia non mangia

Salve,
sono la mamma di Sofia, mia figlia ha sempre mangiato poco da quando aveva 2 anni.
Ora ne ha 7 e pesa forse 20 kg per
quasi 1.30 di altezza.
Mangia frutta solo banane, carne solo cotoletta e il pollo fa finta di mangiare verdure, non esistono legumi.

Ma in tutto va a periodi, comunque ci impiega ore a fare un pasto.
La mia domanda è può
andare avanti così?
Ha bisogno di un supporto?
grazie in anticipo

Cara mamma,
Sono convinta che dietro ad un rifiuto ostinato dei nostri pargoli vi sia una richiesta di attenzione da parte nostra.
Prestare attenzione non solo alla relazione fra mamma e bambino, fra sorelle o fratelli, fra i genitori stessi, ma anche al nostro approccio al cibo (attento, incurante, gustoso, piacevole, distratto), alle divergenze di opinione rispetto alle situazioni, ai dialoghi, all’atmosfera circostante e alle melodie… insomma molti fattori possono incidere.

I figli, istintivamente, sanno di dover crescere, di dover prendere i mattoni migliori per esaudire tale compito.
L’impegno dei genitori riguarda l’assunzione di responsabilità nel fornire loro i mattoni che conoscono affinché i propri pargoli possano adempiere la “mission”.
In tema di alimentazione è solitamente la madre che provvede alla scelta e alla preparazione dei pasti e deve farlo tenendo conto di freschezza degli alimenti e varietà. Nella nostra società l’offerta alimentare in questi ultimi decenni è aumentata notevolmente, ma troppo spesso le pietanze proposte sono ripetitive e monotone per far fronte sia al desiderio di conciliare i gusti e i tempi tecnici, sia per evitare conflitti o critiche, ma fondamentalmente perché si teme di lasciare affamato qualcuno…
Ecco perché parlo di responsabilità.
Se abbiamo compreso l’importanza di dover variare gli alimenti per raggiungere un giusto equilibrio nutrizionale e quindi salutistico, è necessario lavorare su due fronti.
Da un lato operare un cambiamento sul nostro approccio… quante volte abbiamo detto frasi come:
“non parlare mentre mangi” “Stai composta” “ mangia che devi crescere” “ perché non mangi?” “dai, assaggiane un pochino” “mangia la verdura che ti fa bene”.
Dall’altro lato evitare di chiedere cosa vuole mangiare correndo il rischio che possa scegliere di mangiare poco o solo una pietanza o ancora qualcosa che non possiamo o non vogliamo dare… pane e cioccolata, solo salame, patatine fritte …
Alternando un pasto con gli alimenti preferiti ad uno con un cibo meno apprezzato ma fortemente importante, presentato però con un aspetto invitante… come ad esempio il “pesce finto” a base di tofu e tonno frullati insieme ad un pochino di olio e capperi, disposti sul piatto di portata con la forma di un pesce decorato con olive nere e rondelle di carote cotte al vapore.
Il consiglio che vorrei dare è quello che ho ricevuto a mia volta alcuni anni fa. Prepara tutte le pietanze, crude e cotte, e ponile sul tavolo e permetti a ciascuno di servirsi nell’ordine e nella quantità desiderata in modo da stimolare autonomia ed espressione di sé: se la pasta con i ceci non sarà la scelta della tua creatura, significa che vorrà saziarsi di mousse di carote e pane o di solo pane intinto nell’olio.
Si rifarà il pasto successivo!
È difficile, all’inizio, apportare dei cambiamenti di questo tipo, lo so bene, ma nel lungo periodo imparerete ad abituarvi al nuovo stile se gestito con la calma e la pazienza.
È importante che lei possa assaggiare.
Prenderne una porzione intera, rifiutare, cambiare idea e gusti lo dirà il tempo.


La calma nell’azione.
Come una cascata diventa nella caduta
più lenta e sospesa,
così il grande uomo d’azione suole agire
con più calma di quanto
il suo impetuoso desiderio
facesse prevedere prima dell’azione.

Friedrich Nietzsche

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