16 Marzo 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Bambina difficile in classe

Buongiorno,
vi seguo assiduamente e vi stimo molto per le risposte che date che sono
efficaci ed immediate.
Sono la mamma di un bambino che frequenta la 1 elementare e sono più che
contenta della sua riuscita a scuola sia umanamente (va tranquillo a scuola
è
molto sereno) che scolasticamente parlando.
Le maestre sono veramente
eccezionali ma si è venuta a creare una situazione a scuola che sta
sciupando
la serenità e la crescita scolastica che sino ad ora in classe c’era.
Il problema è che una bambina disturba continuamente la classe, risponde male

alle maestre, picchia i compagni, lancia i quaderni, parolacce, ecc. ecc.
non
permettendo alle maestre di insegnare e prestare attenzione a tutti come
dovrebbero.
Questa situazione si è creata sin dall’inizio e loro hanno
tantissime volte richiamato i genitori con incontri, richiami, note senza
ottenere alcun aiuto (per loro è tutto normale).
Ultimamente la situazione
sta
sempre più precipitando e tutti i bambini si lamentano moltissimo e tutti i
giorni c’è sempre il nome di questa bambina accompagnata a quello che ha
fatto.
Diciamo che la bambina vive una situazione emotivamente disagiata ed i
genitori (con cui non è possibile parlare assolutamente) non si rendono
conto
di quelle che sono le problematiche che ha la bambina (per loro non sono
problemi secondo loro le maestre vogliono dei geni a scuola) e dicono che
sono
le maestre ad avercela con lei. E’ una bambina che secondo me sta gridando
il
suo bisogno di aiuto e quello è il suo modo per farlo.
Le maestre hanno
detto
ai genitori di andare a parlare con lo psicologo di scuola e di portare poi
anche la bambina ma loro non ci vanno, quindi non hanno voglia di risolverla

questa situazione, che sicuramente è una situazione drammatica anche a casa.
Cosa possiamo fare noi genitori per riportare serenità in classe ed anche
per
poter aiutare la bambina??
Vi auguro buon lavoro e aspetto speranzosa una vostra risposta.
Saluti.

Barbara

Cara Barbara,
il problema che tu poni è drammatico e di non facile soluzione. Purtroppo molti bimbi vivono situazioni veramente difficili e la percezione che abbiamo è spesso di impotenza.
Come aiutare questa bambina?
Il primo passo è senz’altro quello che hai fatto tu: comprendere che questa bambina “sta gridando il suo bisogno di aiuto” e quindi non demonizzarla.
Questa comprensione, anche se forse tu non te ne rendi conto e vorresti fare di più, è già un primo aiuto perché concorri a creare un clima di accettazione che è fondamentale in questi casi per non provocare danni maggiori e, all’occasione, ti permette di relazionarti con questa bimba con modalità accettanti e comprensive che per lei possono essere una novità e una rivelazione: forse non le succede spesso di sentirsi considerata.
Se questi atteggiamenti potessero essere condivisi da più persone, sarebbero una risorsa per la bambina.
Diventa difficile coinvolgere i bambini in questa accettazione non solo perché loro forse temono i comportamenti di questa compagna o comunque non sanno come affrontarla, ma perché esiste il grosso rischio di cadere nel pietismo, che è dannoso perché è soltanto un altro aspetto dell’emarginazione che lei già vive.
È però possibile favorire la eventuale spontanea attenzione di bimbi che le diventino amici: questi sono generalmente bimbi che vivono in uno stato di sicurezza personale e quindi capaci di reggere la situazione e potrebbero trattarla davvero come amica.
Anche questo costituirebbe per lei una risorsa, tenendo comunque presente che i bambini hanno diritto di rimanere bambini, quindi di non farsi carico di problematiche che non competono loro.
Chi ha in mano la situazione, comunque, sono le maestre ed è a loro che spetta il carico maggiore, prima di tutto trovando modalità che aiutino la bimba in classe, nella relazione con loro stesse e con i compagni, puntando sulle potenzialità che la bimba possiede e che vanno valorizzate, non più sull’aiuto che i genitori non si sono dimostrati in grado di dare.
L’ambiente scolastico potrebbe poco per volta diventare quell’ambito in cui la bimba vive una situazione emotivamente accogliente, quindi un’occasione per apprendere non solo nozioni ma modalità di relazione sane e gratificanti. La mia esperienza più che trentennale nella scuola mi ha permesso di rendermi conto di come spesso la scuola sia una grossa risorsa per gli alunni con problematiche familiari, diventando “curativa” semplicemente ed esclusivamente svolgendo il suo compito educativo e di insegnamento in modo adeguato.
Se i genitori si dimostrano refrattari alle richieste e proposte delle maestre, queste dovrebbero, se lo ritengono necessario, fare una segnalazione ai servizi sociali che potranno valutare l’intervento più idoneo in quel caso. Per fare un esempio, potrebbe essere utile inserire la bimba in qualche attività pomeridiana che le premetta di trovare un po’ di tranquillità in un ambiente sereno e costruttivo. Nel contempo i servizi potrebbero trovare modalità di aiuto anche per i genitori.
I bambini vanno comunque tutelati e protetti, gli adulti sono responsabili dei minori non soltanto moralmente ma anche per legge, tanto più le persone a cui sono affidati.
Apprezzo la tua preoccupazione di riportare la serenità in classe e anche di poter aiutare la bambina.
Ti auguro di poter vedere modificata la situazione, almeno in modo accettabile, in tempi brevi.

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