18 Marzo 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Si sveglia piangendo

Ciao,
mi chiamo Romina e ho un bimbo di 3 mesi.
E’ una settimana che mi preoccupa un fatto strano, quando il giorno si addormenta, o piange nel sonno o si sveglia e piange, un pianto inconsolabile tanto che non ce la
fa neanche a prendere il respiro.
Pr me è strano vederlo cosi perche è un
bambino molto tranquillo e piange raramente.
In questo caso non c’è un motivo apparente (per lui sicuramente ci sarà ma io non l’ho ancora capito) l’unico modo per consolarlo è attaccarlo al seno.
Allora forse ho pensato che non gli basta il mio latte e si sveglia con
tanta fame da piangere solo che non lo fa tutta la giornata ma una volta o
due al giorno e di notte mi dorme tranquillo.
Forse non è il mio latte, magari sarà successo qualcosa che l’ha turbato ma non riesco proprio a ricollegare niente di traumatico, non quando è con noi almeno, perche alcune volte rimane qualche ora dai nonni senza di me e non vorrei avessero assunto degli atteggiamenti sbagliati loro, ma questo non potrò mai saperlo.
Non so come comportarmi, se evitare di lasciarlo dai nonni, se dirlo alla
pediatra (chissà se mi ascolterà oltretutto perche spesso questi dubbi
quando vai dal pediatra non sempre sono calcolati seriamente ma vieni
classificata solo come una mamma troppo attenta e maniaca a cose che non ci
sono).
Mi consigli lei la prego, sono preoccupata.
La ringrazio in anticipo dell’aiuto

Cara Romina,
Il pianto, lo sappiamo bene, è una forma di comunicazione utile ad esprimere bisogni primari di fame, sete, calore, evacuazione, dolore fisico ma anche bisogni di ordine emotivo.
Spesso, infatti, i bambini piangono la sera esclusivamente per “scaricare” tutte le emozioni provate nella giornata, emozioni non necessariamente di disagio o frustrazione.
Credo che la sfera della relazione con i nonni sia un argomento complesso dove ciascuno mette in gioco tanto del vissuto personale, ma dove, con l’arrivo della creatura, si immettano energie e dinamiche nuove. Credo che la presenza e la partecipazione dei nonni alla vita dei nostri piccoli sia tendenzialmente un valore aggiunto per tutti… anche se spesso “faticoso”.
Quasi sicuramente la tua creatura ha trascorso un buon tempo con loro ed il suo vissuto è positivo. Questo però deve convivere con il suo sentimento di mancanza della mamma… per loro siamo insostituibili… e per fortuna! no?
Se l’idea di lasciarlo alle cure dei nonni è ancora emotivamente difficile per te e puoi evitare, segui il tuo cuore… il tuo bambino sente il tuo turbamento e lo manifesta con i risvegli disperati alla ricerca della conferma che tu sei presente e disponibile a contenerlo.
Vivete delle stesse emozioni!
E con il latte passiamo loro un nutrimento emozionale oltre a quello strettamente alimentare.
Il mio suggerimento è quello di creare una situazione intima e ovattata, di attaccarlo al seno cercando di portare l’attenzione sui tuoi sentimenti di gioia, tenerezza, conforto, unione con l’intenzione di trasferirglieli… lo scambio di sguardi e di sorrisi sereni aiuterà entrambi a ritrovare sicurezza più rapidamente.

Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Saint Excupery

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