5 Dicembre 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Non vuole più andare a scuola

Salve,
sono tre settimane che stiamo combattendo con
il piccolo Dario (quattro anni ad Aprile), che non vuole andare più a
scuola!
Premetto che all’inizio di scuola non ha avuto nessun problema di inserimento ma dopo un’influenza che è stato una settimana a casa e poi da un piccolo incidente alla sala pranzo della scuola (si è tagliato un dito con il coltello di plastica la bidella l’ha soccorso con tanto amore! ma tornando a casa più volte nell’arco della giornata si ricordava dell’incidente e piangeva).
Tutti lo abbiamo rincuorato compresi zio e nonni, ognuno di noi gli ha fatto vedere le varie ferite ma non c’è stato niente da fare!!
Una mattina dopo tre giorni di ulteriore vacanza mio marito ha tentato di portarlo a scuola ma non c’è stato niente da fare abbiamo indagato ed ha raccontato che un bimbo gli dava fastidio, questo bimbo è autistico a detta della maestra ogni tanto da qualche cazzottone, ma è anche un bimbo che gioca molto spesso da solo e non vorrei che Dario pur di non andare a scuola ed un po’ furbetto si è crogiolato su questo!!
Abbiamo tentato di tutto sia con le
buone che con le cattive vuole stare solo con mamma e papà (neanche più
con i nonni!!).
In parole povere con il nostro metodo invece di aggiustare abbiamo peggiorato la situazione.
Vi chiedo un aiuto sincero per farlo uscire da questo momento cosi difficile per lui!!!
Sentitamente vi ringrazio
Julie

Cara Julie,
si potrebbero formulare diverse ipotesi per comprendere il comportamento di suo figlio, anche sarebbero utili ulteriori informazioni.
Una settimana a casa e un piccolo incidente non dovrebbero costituire un trauma insormontabile, mentre è possibile che Dario sia a disagio di fronte a qualche bambino che lo disturba o in qualche altra situazione a scuola.
In tal caso potreste rassicurarlo prendendo sul serio le sue preoccupazioni ma esortandolo ad affrontare la cosa e spiegandogli come può difendersi in questi frangenti e a chi può rivolgersi.
Può essere però che ci sia dell’altro. Ad ogni modo, anche se il problema non fosse questo, non leggete le lamentele di Dario come scuse o capricci “da furbetto”.
A questa età è ancora difficile per i bambini individuare con chiarezza il motivo del loro disagio ed è possibile che, alle nostre domande, diano risposte non del tutto pertinenti.
Bisogna però considerare che, se il rifiuto della scuola persiste o peggiora, Dario prova sicuramente un malessere e con questo comportamento ci sta comunicando qualcosa che lui stesso non ha chiaro. Nel caso specifico colpisce il fatto che il bambino rifiuta non solo la scuola, ma anche i nonni, come se avesse bisogno di restare accanto a mamma e papà, forse per tenere sotto controllo la situazione o per rassicurarsi della loro vicinanza.
Sarebbe utile sapere qualcosa di più sulla situazione familiare in queste settimane, in corrispondenza di questa piccola “crisi”, e anche approfondire quali siano stati nello specifico i vostri tentativi di convincerlo “con le buone o con le cattive”. Se in famiglia è successo qualcosa che ha modificato la routine o che ha destato preoccupazioni, se la mamma o il papà hanno avuto qualche difficoltà, oppure c’è stata qualche discussione o conflitto, questo può influire sul comportamento nei confronti della scuola.
Provate a interrogarvi su questi aspetti e nel frattempo continuate pure a incoraggiare Dario ad esprimere i suoi sentimenti e a descrivere i motivi delle sue difficoltà. Rispetto a quanto riesce a dirvi rassicuratelo, ma spiegate che ogni problema si può affrontare e non è un buon motivo per saltare la scuola (a meno che, ovviamente, non pensiate che subisca realmente dei maltrattamenti).
Siate fermi e sicuri, evitate di rimproverarlo e, per quanto possibile, di cedere tenendolo a casa, cercate invece di individuare le situazioni che possono aver turbato il bambino e intervenite su queste.
Se proprio la situazione si aggravasse e voi non riusciste a individuarne la causa, potrete richiedere una breve consultazione psicologica a un professionista che operi nella vostra città.
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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