Cara Roberta,
sento la tua preoccupazione nel trovarti di fronte alle difficoltà del tuo bambino, che tu cogli bene. Sono particolari del suo comportamento, ma che tu riesci a collegare ad uno stato di malessere che individui chiaramente. Analizzi anche le situazioni che si sono create, a scuola e in famiglia, che potrebbero avere contribuito a porgli dei problemi.
Metti l’accento in particolare sul suo bisogno di affetto e considerazione riportando le sue richieste: “sì, ma mi vuoi bene?” e “e io?”. Il bambino davvero pare chieder e a chiare lettere attenzioni e coccole e voi, comprendendo la sua esigenza, gliele date.
Ma i problemi persistono, lui manifesta nonostante tutto comportamenti anomali come mordersi la manica del maglione prima e ora provocarsi piccole ferita al labbro superiore. Tu esprimi ancora la tua attenzione e disponibilità dicendo: saremmo pronti ad ascoltarlo, ma come farlo parlare?
Sei sicura che il problema sia farlo parlare? Ti aspetteresti qualche informazione in più oltre quello che lui già manifesta con il suo comportamento? In realtà quando chiede se gli vuoi bene o chiede “e io?” già sta parlando.
La mia percezione è come se tu aspettassi da lui chiarimenti su come aiutarlo di più. A me pare che il problema sia già chiaro: lui il messaggio lo manda, tu lo cogli chiaramente, forse qualcosa non funziona a livello di risposta. Forse è la modalità di aiuto che non è abbastanza adeguata. E la modalità di aiuto dovete trovarla voi, lui vi porge una domanda ma la risposta la aspetta da voi, non può che essere vostra! È per lui proprio la verifica di quanto vi sta chiedendo! ”Mi vogliono bene, mi considerano, sono importante per loro, sono degno di essere amato? Dappertutto molte circostanze mi allontanano dalle mie fonti di benessere: a casa due fratellini si frappongono fra me e i genitori, a scuola due classi si uniscono, le maestre aumentano, il mio spazio si riduce: sarò ancora visto da qualcuno? Ho ancora valore per qualcuno?”
Il suo timore, la sua insicurezza, forse la sensazione di mancanza e di perdita, forse il non sentirsi abbastanza buono per essere ancora amato da qualcuno, diventano grandi, acuiti da intelligenza e sensibilità.
Provate a mettervi nei suoi panni!
Provate a sentire, a percepire piuttosto che interrogarvi. Restate focalizzati su di lui e sul suo sentire e le risposte saranno sicuramente più cariche della vostra sensibilità e presenza nei suoi confronti.
Troppo spesso nella nostra società ci focalizziamo sui problemi, cerchiamo di capirli, pensiamo alle soluzioni, usiamo una mentalità scientifica per tutto e con queste modalità alimentiamo insicurezza e senso di inadeguatezza.
Ovviamente non è detto che questo sia il caso vostro. Io non so quale sia la modalità con cui voi date coccole e attenzioni a vostro figlio. Però la tua domanda di una maggiore chiarezza mi fa pensare ad una focalizzazione sul problema piuttosto che sulla persona. Provate a spostare la vostra attenzione dalla ricerca della soluzione del problema alla persona che avete davanti, concentratevi su di lui, su quanto sta provando e sentendo, non cercate chiarimenti, risposte o soluzioni, restate concentrati sul vostro sentire, su quel che provate per lui e manifestateglielo.
In fondo è questo che lui vi chiede.
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Si tocca il labbro togliendosi le pellicine fino a farlo sanguinare
Mio figlio ha 4 anni e mezzo ed è primo di tre fratelli:
la seconda è nata che aveva due anni e adesso è nato il fratellino.
Sembra
essere molto fiero del nuovo arrivato, vuole che lo porti con me quando lo
accompagno a scuola, per farlo vedere ai suoi amici e alle sue maestre.
Frequenta il secondo anno di materna, le sue maestre sono molto affettuose
con lui. E’ un bambino molto vivace, intelligente e sensibile, quando viene
sgridato ti chiede: “si, ma mi vuoi bene?” e se vengono fatti apprezzamenti
ad altri in sua presenza, non manca mai di chiedere: “e io?”.
I due cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi tempi sono stati:
1. a novembre la sua classe è stata unita con quella adiacente quindi si è
passati da 23 bambini a più di 30 mantenendo le sue maestre ma
aggiungendosene altre 2; (questo cambiamento noi genitori non l’abbiamo
preso con favore senza però mostrare il nostro malcontento a nostro figlio).
2. a gennaio è nato il fratellino.
A dicembre ha cominciato a mordersi la manica del maglione e da un po’ di
tempo invece ha smesso questo e ha cominciato a toccarsi il labbro superiore
togliendosi le pelliicine provocandosi a volte anche piccole ferite; se gli
diciamo di non farlo, smette ma dopo poco, senza nemmeno rendersi conto,
riporta la mano alla bocca.
Se lui raccontasse saremmo pronti ad ascoltarlo ma come farlo parlare per
poterlo aiutare oltre a coccolarlo e dargli attenzioni?
grazie
Roberta
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