Caro papà,
dalla sua lettera traspare giustamente una grossa preoccupazione per sua figlia, in particolare per la sua volontà di non andare più a scuola. Io non credo, però, che questo rifiuto così radicale possa dipendere solo da una brutta figura. Per di più si tratta di una ragazzina che a scuola ha un buon rendimento. Molto probabilmente il problema coinvolge anche il professore di matematica o riguarda qualcosa accaduto nella sua ora di lezione, visto che sua figlia ha iniziato a manifestare il suo disagio non frequentando la scuola nei giorni di lezione del suddetto professore. Io temo che sia successo qualcosa di più grave ed è bene che lei e sua moglie indaghiate. Se non si confida con voi, lo farà con qualche altro familiare o amica.
Chiedete aiuto a chi le sta vicina, che faccia da mediatore con voi, senza però tradire la sua fiducia. In altre parole il familiare o l’amica di fiducia dovrebbe cercare di convincerla a confidarsi con voi. Il consiglio della professoressa di inglese di chiedere un colloquio al professore di matematica è ottimo e penso che l’abbiate già incontrato. Poi nessuno meglio di voi genitori conosce la ragazzina e la sua sensibilità, per cui credo che nessuno meglio di voi sia in grado di comprendere che cosa possa averla scossa al punto di non voler frequentare la scuola.
Saluti dalla psicologa
