Cara mamma,
Certamente i nostri figli sentono i cambiament … proprio come noi e attraverso noi… e quelli che ci sembrano capricci sono più facilmente bisogni di attenzione, espressioni di quel desiderio di stare con noi e fare insieme cose, finanche richieste assurde per “misurare” quanto il cambiamento ha trasformato le abitudini: tanto? Poco? Tutto?
Noi adulti ci soffermiamo molto sul momento in cui accade tutto questo, in pratica in piena notte, quando abbiamo la stanchezza che sovrasta il fisico… la capacità di riflettere assonnata… dove sentiamo in primis noi stessi e le nostre necessità.
Questa riflessione può aiutarci ad identificarci con la nostra creatura, che può sentirsi vulnerabile e smarrito nel fiume di emozioni che il cambiamento ha portato, ma anche felice di aver conquistato autonomie e maggiori momenti di indipendenza.
Possiamo allora proporre altre cose che ci aiutano a creare benessere: cantare ninna-nanne, raccontare o leggere piccole storie, guardare le stelle insieme o semplicemente riferire loro piccoli aneddoti in cui abbiamo pensato e sentito la loro mancanza.
Il nostro trionfo più grande non sta nel non cadere,
ma nell’alzarci ogni qualvolta che cadiamo
Oliver Goldsmith
