22 Aprile 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Lucia Barolo

La dott.ssa Lucia Barolo, Psicologa e Neuropsicologa, svolge valutazione e riabilitazione neuropsicologica per i disturbi cognitivi, sostegno per disagi del bambino e dell’adolescente; attività di parent training; attività di consulenza tecnica di parte legate a separazioni e divorzi, affidi e valutazioni delle capacità genitoriali; interventi di supporto e sostegno alla genitorialità; attività di sostegno psicologico alle coppie con bambini con difficoltà cognitiva e fisica. Riceve su appuntamento presso il suo Studio di Torino e presso lo Studio Emovere, viale Angeli 26/bis – Cuneo cell. 339-3163133 - barolo.lucia@gmail.com

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Bambino che si distrae sempre

Buongiorno sono mamma di un bellissimo bambino che sta frequentando la prima elementare. E’ un bimbo molto curioso, vivace ma molto ricettivo e con un’ottima padronanza di linguaggio e di espressione, sin da piccolo, ma già dalla materna le maestre mi dicevano che, nonostante fosse un bimbo capace, intelligente, fosse anche troppo irrequieto, tendente facilmente alla distrazione e a volte anche manesco nei confronti degli altri amichetti. Ora a scuola le parole che mi dicono le maestre sono le stesse, anzi  peggio, Prende continuamente note perché “si rifiuta di lavorare” “si distrae sempre”. Parla in continuazione di cose che non c’entrano nulla con la lezione, si alza, si distrae, spesso sono costrette ad allontanarlo dalla classe L’hanno definito “caso critico” e a casa a tantissimo compiti perché deve finire le quello che ha iniziato in classe.
Sono sconfortata e non so davvero come comportarmi…

Cara mamma,

da come racconti la vita scolastica e relazionale del tuo bambino, con le annesse difficoltà comportamentali che vanno ad influenzare il suo rendimento scolastico, potrebbe essere definito come un bambino che “appare per quello che non è”.

Questi atteggiamenti che descrivi potrebbero essere riconducibili alla Sindrome di Deficit di Attenzione con Iperattività. In questi casi non basta la “buona volontà”: anche se il bambino vuol essere un bravo scolaro il suo comportamento impulsivo e le sue capacità di mantenere l’attenzione, interferiscono pesantemente con le sua vita scolastica. Senza un trattamento adeguato, il bambino rischia l’insuccesso nel suo lavoro scolastico e i suoi amici potrebbero essere infastiditi dalla sua mancanza di collaborazione nei giochi e nelle attività sociali.

Un disturbo di attenzione con iperattività è presente con una media di un alunno per classe è può rappresentare il 3-5% della popolazione scolastica. Questa sindrome è direttamente collegata a problemi di apprendimento anche in bambini con buone dotazioni intellettive di base. Gli eventi cognitivi hanno bisogno di controllo quando è necessario prendere una decisione: c’è bisogno di riflessività e dialogo interno. Quando questo non avviene con una certa sinergia, il risultato non è ottimale e le conseguenze sul piano scolastico non si fanno attendere. Il problema di apprendimento del bambino si colloca in un sistema e interazione circolare tra processi cognitivi regolati dall’attenzione scadente e strategie cognitive deboli che comunque non vengono poi adattate in modo funzionale. In parole povere il bambino, a causa della sua disattenzione salta i passaggi che dovrebbe fare per risolvere il problema o compito scolastico che gli si pone di fronte e di conseguenza non porta a termine il lavoro.

Per il tuo bambino quindi occorrere strutturare un programma di lavoro che produca una riduzione degli aspetti impulsivi e poco riflessivi attraverso un modello di autoregolazione nei vari ambiti delle sua esperienza scolastica e di vita.

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