Salve, le scrivo perché non so più cosa devo fare con mia figlia.
Manuela ha sette anni e la prima di altri tre figli una bimba di 6 e un altro di 5. L’anno scorso ha iniziato a frequentare la scuola elementare senza avere fatto nemmeno un anno di asilo. Diciamo che a parte qualche difficoltà iniziale non mi ha dato particolari problemi, andava d’accordo con tutti e le insegnanti la trattavano bene e le facevano persino dei regali.
Quest’anno la situazione è cambiata, ogni mattina piange perché non vuole andare a scuola, dice che ha mal di pancia e se le chiedo perché non vuole, mi dice che si annoia. Siccome mi sembrava una risposta troppo sterile le ho fatto altre domande e sono venuta a sapere che la bambina viene cacciata dall’aula se non risponde, che viene rilegata in fondo alla classe se arriva tardi e che una della maestra talvolta la strattona.
Ora devo dire che i bambini hanno fantasia, ma non credo che la sua sia tutta immaginazione. Ho parlato con le maestre e ovviamente loro negano e dicono che ciò che dice va preso con le molle, ho consultato una neuropsichiatra ma ovviamente i tempi di attesa per l’appuntamento sono lunghi e quindi ho pensato di chiedere consiglio a lei su quale atteggiamento usare con la mia bambina. Aggiungo inoltre che mia figlia è molto introversa, si chiude a riccio ed è parecchio permalosa, un rimprovero magari sul mangiare più velocemente la fa piangere.
Cosa mi consiglia? Devo forzarla ad andare a scuola o devo ritirarla? Quale atteggiamento devo usare? Quest’anno ha fatto molte assenze e si è impegnata poco, certamente dovrà ripetere l’anno. Vale la pena infliggerle una tortura simile soprattutto se è vero che le maestre la trattano in quel modo?
La ringrazio molto.
Gentilissima mamma,
la scelta di non far frequentare l’asilo alla piccola Manuela ha in parte influenzato il suo carattere introverso e con tratti di permalosità, come da lei descritta, in quanto il confronto con i coetanei è importante per il bambini per imparare ad apprendere le regole sociali, l’ incontro/scontro nel gioco e nell’ attività della dimensione dell’esperienza dell’asilo.
Per fortuna questo salto non ha influito nell’inserimento a scuola dove sembra essersi integrata bene il primo anno. Sicuramente deve terminare questo anno scolastico, magari non frequentando tutti giorni, ma la bambina deve comunque avere la percezione che la scuola è un percorso da fare. Come lei ha indicato se ci sarà una bocciatura non sarà così grave, in quanto le permetterà di entrare un nuovo gruppo di lavoro e di avere l’anno prossimo delle insegnati differenti che magari Manuela riuscirà ad accettare in modo più sereno.
Nelle difficoltà che la bambina sta riportando, le maestre rientrano in minima parte, il loro comportamento potrebbe essere frainteso ed esso venir un po’ ampliato dalle difficoltà oggettive che ha la piccola.
Un punto importante da indagare è scoprire quali posso essere le difficoltà che la bambina ha riportato quest’anno. Le problematiche che possono essere insorte potrebbero essere legate ad una complicazione nell’acquisizione dei concetti scolastici, che si manifesta con un disagio comportamentale. Generalmente le difficoltà di apprendimento vengono valutate nei bambini dai 7 anni in poi (o dalla 2^ elementare); occorrerebbe quindi indagare anche questo aspetto.