15 Luglio 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

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Rapporto madre figlia

Salve, mi chiamo Roberta e sono la mamma di una bimba di 10 anni, molto vivace e intelligente.

Ha appena finito la scuola primaria e l’anno prossimo andrà alle medie.

Quest’anno ha sofferto tanto, perché abbiamo traslocato per motivi di lavoro e lei si è ritrovata in una classe quinta di perfetti sconosciuti (gruppi già consolidati) che non hanno fatto niente per integrarla (nemmeno gli insegnanti) e se non fosse stato per il nostro supporto non so come sarebbe andata a finire.

Abbiamo un buon rapporto, ma di recente mi ha confidato, in preda al pianto, che le capita, soprattutto se discutiamo, di desiderare la mia morte e questo la spaventa.

La prima volta che l’ha detto le ho spiegato che a volte capita di avere pensieri un pò strani e l’ho tranquillizzata. Da poco l’episodio si è ripetuto. Ha scritto su un foglio: io amo il mio papà e la mia mamma, anche se a volte vorrei che morisse, soprattutto quando mi offende. Per offesa lei intende il rimprovero o qualsiasi cosa metta in discussione il suo operato o comportamento, ora però queste sue affermazioni mi lasciano sgomenta.

Non riesco a capire: è figlia unica, quasi tutto il nostro mondo gira intorno a lei, cerchiamo di non viziarla troppo e di essere sempre obiettivi, di educarla al rispetto di se stessa e degli altri è super coccolata… insomma… quello che chiedo, e che io da sola non riesco a capire, è il perché di questo desiderio di morte nei miei confronti. Sono normali certi pensieri in una bambina della sua età?

Spero di essermi spiegata bene, ho bisogno di sentire il parere di un esperto, che cancelli dalla mia mente il pensiero di stare facendo qualche errore, che io non riesco a percepire.

Vi ringrazio e aspetto la vostra risposta.

Buongiorno Roberta, è probabile che la questione del trasloco abbia turbato la tranquillità di sua figlia che, come dice lei stessa, ha dovuto cambiare abitudini, scuola e amici. Ho già avuto occasione più volte di parlare delle difficoltà che spesso vengono generate da un cambiamento radicale che ha bisogno di una sorta di accompagnamento e preparazione anticipatoria. E’ però importante dire che questi effetti collaterali non vengono vissuti solo dai bambini, ma ne sono vittime anche gli adulti in quanto sottoposti ad un forte stress. E’ quindi probabile che ci sia bisogno di una sorta di assestamento familiare per ritrovare un equilibrio complessivo.

Desiderare la morte di qualcuno è un fenomeno che accade a tutti, solitamente però non viene espresso e, nei bambini, non viene così facilmente esplicitato. Ma questo non ci deve indurre a pensare che non sia un pensiero “normale”. E’ importante capire che valore attribuisce a questi pensieri ed è almeno altrettanto importante aiutare la bambina a non provare sensi di colpa che sono sempre dannosi e non favoriscono il benessere psicologico.

Quando sua figlia le dice di desiderare la sua morte, utilizza, a mio parere, un linguaggio molto simbolico che sottende il desiderio di mettere fine ad una discussione o ad un rimprovero. Tenga conto che a questa età non tutti i bambini hanno ben chiaro il carattere definitivo ed irreversibile della morte, ma sicuramente sanno che è qualcosa che mette fine a qualcos’altro. Non sottovaluterei quel sentirsi offesa che la bambina dichiara e cercherei di capire con lei, parlandone, cosa la fa sentire così e come si sente quando ritiene di esserlo stata. A volte quelli che a noi adulti sembrano semplici rimproveri educativi, arrivano a destinazione come qualcosa che mina la costruzione dell’identità del bambino e diventa importante trovare un modo che sia educativo, ma non lesivo del senso di sé del bambino.

Cara Roberta quando lei dice “ho bisogno di sentire il parere di un esperto, che cancelli dalla mia mente il pensiero di stare facendo qualche errore, che io non riesco a percepire”, mi sento di rassicurarla. Sicuramente sta facendo qualche errore, quale è il genitore che non ne compie? Penso che lo sbagliare sia parte integrante del mestiere di genitore, probabilmente la cosa più importante è continuare ad interrogarsi in proposito proprio come sta facendo lei.

Un caro saluto.

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