29 Novembre 2021 L'ESPERTO RISPONDE

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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I diritti di un genitore naturale e tutela del bambino

Il padre naturale del mio bambino non ha voluto riconoscere il figlio, che dunque ha il mio cognome.

Che cosa potrebbe fare in futuro?

Come posso tutelare il mio bambino perchè abbia una crescita serena?

Cosa prevede la nostra legislazione?

Gentile mamma,

comincio col dire che la prima cosa che potrebbe fare il padre naturale del bambino, qualora lo volesse, è cercare di riconoscere il figlio, sebbene tardivamente.

Il riconoscimento può essere effettuato in qualunque momento mediante dichiarazione rilasciata davanti ad un ufficiale dello Stato Civile (nel Comune in cui è trascritto l’atto di nascita stesso) oppure mediante un atto pubblico.

Ma, è qui arriva l’aspetto fondamentale,  per procedere in tal senso è necessario l’assenso del figlio qualora abbia compiuto i sedici anni, o dell’altro genitore che abbia già eseguito il riconoscimento  nel caso del figlio che non abbia ancora raggiunto tale età.

Nell’ipotesi in cui l’altro genitore rifiuti di dare il proprio consenso, il genitore naturale potrà ricorrere all’autorità giudiziaria al fine di ottenere una sentenza che tenga luogo del mancato consenso ma, lo si deve sottolineare,  sempre e solo nel caso ciò risponda all’interesse del figlio.

Il figlio naturale, mediante il riconoscimento, acquista il cognome di chi ha compiuto la dichiarazione; se questa è stata effettuata da entrambi i genitori, il figlio assumerà il cognome del padre.

In ogni caso, l’atto di riconoscimento è irrevocabile e, se è contenuto in un atto, qualsiasi clausola che limiti i suoi effetti è da considerarsi nulla.

Con il riconoscimento, che avvenga mediante dichiarazione o per via giudiziale, si costituisce a tutti gli effetti il rapporto di filiazione. Il bambino e il genitore diventano padre e figlio con tutti i diritti e doveri reciproci che da tale rapporto discendono.

Quindi, sempre per rispondere alla Sua domanda, il padre del bambino che abbia effettuato o ottenuto il riconoscimento sarà nella posizione di far valere il proprio ruolo di genitore.

Come, nei fatti, questi diritti e doveri debbano e possano essere esercitati (modalità di frequentazione, contribuzione economica, partecipazione alla decisioni che riguardano il bambino e via dicendo), dipenderà dalla situazione concreta nella quale i protagonisti della vicenda quotidianamente vivono.

I genitori possono concordare queste modalità oppure, in mancanza di accordi, ci si dovrà affidare all’Autorità giudiziaria affinché prenda delle decisioni.

I giudici interpellati, valuteranno tutti gli aspetti e prenderanno le decisioni conseguenti avendo come primario scopo il bene e l’interesse del bambino e tutto il procedimento sarà incentrato nel comprendere come si possa raggiungere al meglio questo obbiettivo.

Non sono situazioni semplici, poiché l’inserimento nella vita di un bambino di una figura che magari  fino a quel momento è stata totalmente assente richiede ovviamente moltissime cautele. E non è infrequente il pensiero e la preoccupazione che questo genitore possa  non essere poi affidabile e costante nel rapporto con il bambino.

Lei mi chiede in che modo può tutelare Suo figlio ma non specifica quale sia il Suo pensiero in merito alla eventuale presenza del padre nella vita di Suo figlio.

Occorre comunque tener presente che, aldilà di quelli che possono essere i suoi pensieri o desideri,  compiuti i 16 anni suo figlio potrà scegliere autonomamente se accettare il riconoscimento del padre ,inoltre il figlio ha sempre a disposizione l’azione giudiziaria di riconoscimento per ottenere, anche contro la volontà del genitore, di essere riconosciuto. Questo aspetto deve essere tenuto nella massima considerazione in quanto l’adolescenza giunge in fretta e ci si troverà a dover dare tante spiegazioni e a confrontarsi un ragazzo che si è formato o si sta formando una volontà propria.

Spero di averLe dato qualche utile chiarimento nonostante i pochi elementi a disposizione per valutare il Suo caso; mi sento di consigliarLe di approfondire la questione con legali specializzati e magari anche con psicologi avvezzi a questi temi in modo da operare delle scelte realmente consapevoli.

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