18 Marzo 2018 L'ESPERTO RISPONDE

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Uscire con la bimba sta diventando complicatissimo!

Buona sera, sono una mamma di una bimba di 21 mesi dal carattere ben deciso e determinato e molto affettuosa.
Ai primi dello scorso dicembre, ha avuto un episodio di febbre e da quel giorno le cose sono radicalmente cambiate.
Se prima riuscivo a cambiare pannolino e vestirla senza problemi, adesso mi ritrovo a correre per casa con lei che scappa ovunque gridando come mai aveva fatto.
Non capendo il problema è stata fatta vedere da un paio di pediatri che non hanno fatto altro che constatare la buona salute della bimba.
Fatto sta che uscire sta diventando complicatissimo!
Cosa devo fare? Sono capricci?
E se sì come lo capisco?
Grazie mille
Giorgia

Buongiorno Giorgia,
non credo che l’episodio febbrile possa essere correlato al cambiamento comportamentale da lei descritto, così come confermato dai pediatri da lei consultati. Tuttavia l’avvicinarsi della bambina al compimento dei due anni di età segna un periodo importantissimo dello sviluppo emotivo e dell’affermazione di sè attraverso un’oppositività che talvolta può essere molto marcata.

In questo periodo i bambini possono opporsi a semplici momenti di cura quotidiana, come ad esempio quello del cambio, che apparentemente non hanno subito variazioni di rilievo nel corso del tempo ma ai quali i bambini non vorrebbero più sottostare. Oppure, nel corso della giornata, possono esprimere in maniera anche piuttosto marcata il loro disaccordo in momenti di passaggio che vengono riconosciuti dal bambino come precursori di cambiamenti che non vorrebbero accettare. Ad es. possono capitare crisi di “capricci” al mattino prima di andare al nido o all’uscita dello stesso, o quando si rientra a casa dopo aver trascorso momenti piacevoli con persone care. Il bambino esprime così la sua difficoltà a venir per così dire “coinvolto a sua insaputa” in cambiamenti stabiliti dagli adulti.

Non avendo altri elementi più approfonditi circa la storia della bambina si può dire che quanto state vivendo sia nient’altro che un periodo difficile di transizione in cui i genitori devono imparare ad affermare se stessi con fermezza senza farsi trascinare dai bambini in una dimensione emotiva intensa. Nonostante questa nuova espressività possa suscitare nell’adulto emozioni intense e senso di impotenza o di frustrazione per la sensazione di non poter più fare le cose al modo consueto, occorre ricordare che sono gli adulti a dover tenere le redini della situazione. Potete pensare che questi momenti di crisi non sono capricci ma espressione di bisogni e necessità che necessitano di comprensione da parte degli adulti senza però che ci sia una resa da parte loro alle richieste dei bambini.

Rendere partecipe il bambino dei cambiamenti e delle attività programmate e in caso di rifiuto e protesta verbalizzare in modo chiaro e semplice ai bambini quanto sta capitando, dando un nome alle emozioni che si provano, aiuta i bambini a superare queste difficoltà, a sentirsi compresi e a fidarsi della sicurezza che trasmettono mamma e papà.

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