Cara mamma,
purtroppo l’incidente che vi ha coinvolti ha deviato bruscamente il percorso di vita che stavate intraprendendo singolarmente e come famiglia. E’ come foste stati travolti improvvisamente da uno tsunami.
Quello che facevate e vivevate (tempi, modi, ritmi della vostra vita quotidiana, le vostre interazioni relazionali ed affettive) ha subito un grande cambiamento non voluto, ma subito, a seguito, peraltro, di un evento violento e debilitante a tutti i livelli (per fortuna per un tempo transitorio).
Questo per confermarle la portata del trauma che tutti e tre, ognuno a modo suo, avete vissuto e state vivendo.
Crediamo che l’atteggiamento più importante da assumere sia l’accettazione di ciò che vi è successo, con tutte le sue conseguenze. Accettazione non è rassegnazione, che può nascondere rabbia e un senso di ingiustizia per ciò che è accaduto, bensì una presa di coscienza che nella vita, purtroppo, accadono talvolta eventi drammatici e dolorosi. La differenza la fa il modo in cui si fa fronte a tali eventi. Voi vi siete ben organizzati con la nonna, tutti coesi per affrontare l’emergenza. Può starci che il bambino sia un po’ stranito e strano di fronte alla mamma che non può più fare con lui quello che faceva prima, e neanche dormire più nella stessa casa. Ma se lei resterà serena, dolce ed affettuosa con lui, nonostante tutto quello che sta provando, riuscirà comunque a passare a suo figlio un messaggio tranquillizzante. Anche se è piccino gli spieghi il perchè di quello che sta accadendo e anche che presto tornerà a stare con voi genitori. Per un bambino più di tutto conta vedere i propri genitori forti e stabili anche di fronte alle difficoltà e alla sofferenza, senza negarle o nasconderle. Le cose brutte accadono, purtroppo.
State tutti soffrendo, ma passerà e alla fine sarete tutti un po’ più grandi.
Ricordiamo che lo Studio di Psicologia Relazionale offre la possibilità di avere un primo colloquio gratuito (individuale o di coppia) con una psicoterapeuta familiare su appuntamento.
