Cara mamma,
sappiamo bene che il periodo dell’ottavo mese si caratterizza con manifestazioni di paura o rifiuto dell’estraneo da parte della creatura.
È un periodo indicativo perché strettamente collegato allo sviluppo psico- motorio personale: alcuni lo citano ai setti mesi, altri al nono.
Ciò che tutte le mamme osservano è che avviene un cambiamento nell’atteggiamento verso lo sconosciuto, il loro approccio nei confronti di oggetti e persone non familiari è diffidente e timoroso.
Bene! In questo modo sappiamo che il nostro bambino comincia a percepire dei “limiti” fra il suo corpo e il mondo circostante, nella simbiosi con la madre, nella definizione del proprio habitat.
La parola estraneo etimologicamente significa esattamente che non ha rapporto/relazione con la cosa.
Credo che la tua creatura abbia difficoltà di analisi visive.
Probabilmente la tua bambina in quella specifica situazione non “riconosce” le immagini che si formano nel suo campo visivo e manifesta il proprio disagio chiedendo aiuto, in quanto non riesce a definire ciò che osserva e di conseguenza non sa come relazionarsi.
Intorno ai sette mesi la visione dei colori è simile a quella dell’adulto, la capacità di mettere a fuoco migliora ed anche la competenza di coordinare la vista con l’oggetto in movimento, specialmente se questo presenta colori vivaci. Verso gli otto – nove mesi vede le immagini dai colori definiti e riesce ad analizzare più da vicino gli oggetti grazie anche allo sviluppo motorio conquistato (gattona, afferra gli oggetti con maggiore consapevolezza, sperimenta gestualità nuove). Non solo gli occhi hanno bisogno di tempo per svilupparsi, ma anche il cervello. Il processo di ricezione dell’impulso visivo avviene nel centro del cervello dove si formano le immagini mentre l’occhio del bambino assorbe la luce dell’ambiente circostante.
Ti suggerisco di provare a verificare se sia questa la difficoltà della creatura ponendo un lenzuolino sul finestrino dell’auto e sedendoti accanto a lei nel tragitto: in questo modo puoi avvicinare il tuo viso al suo, vedere ciò che lei vede, rassicurarla della tua presenza con il contatto.
Potete provate a fare insieme una lettura delle ombre e delle luci degli abbaglianti, dei semafori, dei lampioni…
E se sei tu alla guida puoi cominciare a fare questo esercizio di lettura delle immagini a casa con il gioco delle ombre cinesi, del movimento di una pila, di un pupazzo nascosto sotto il telo sistemato sopra un paralume da tavolo, per poi proseguire in auto… il giorno successivo.
Ovviamente non ho voluto dire che la tua bambina potrebbe avere problemi di vista: semplicemente deve raggiungere la piena maturità.
E con immaginazione e immedesimazione riuscirete a risolvere questa fase con ottimi risultati.
Arianna
10 Gennaio 2011 L'ESPERTO RISPONDE
Home > L'esperto Risponde > 8 mesi, piange in auto…
8 mesi, piange in auto…
Salve,
la mia bambina ha 8 mesi e da qualche settimana ha
iniziato a piangere disperata (non sono bizze, piange proprio con i
lacrimoni!) ogni volta che la mettiamo sul seggiolino in auto, ma soltanto
alla sera, quando fuori è buio.
Preciso che non ha mai avuto questo problema, non ha mai avuto e non ha
tuttora paura del buio…
Di cosa si potrebbe trattare?
Grazie mille.
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