1 Agosto 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

Tutti gli articoli >  

Home  > L'esperto Risponde  > Autostima e rabbia

Autostima e rabbia

Gentile dottoressa,
mio figlio, di 11 anni, spesso ripete che vuole cambiare scuola perché i suoi compagni lo prendono in giro.
Lui va molto bene a scuola, ma ha sempre avuto, fin da piccolo, grossi problemi di autostima: cerca sempre di copiare i suoi compagni, non ha sicurezza in se stesso. E’ molto intelligente, ma ha grosse difficoltà a crearsi amicizie. Il problema principale, a mio avviso, è che lui adotta gli stessi metodi con chi considera non degno della sua attenzione. Ma, nello stesso tempo, è vittima di coloro che lui considera quelli da seguire.

Anche nelle chat (tipo what’sapp, sul telefonino) non viene mai preso in considerazione, mentre gli altri, pur intervenendo come fa lui, vengono ascoltati e viene data loro risposta. Non riesco a spiegarmi meglio, purtroppo … il fatto è che, anche quando va al parco a giocare con altri ragazzini, lui è sempre quello che viene sottomesso, che viene preso in giro.

E lui spesso fa finta che non sia successo nulla, altre volte piange per questo … come posso aiutarlo?

Io ci sono sempre, per lui, sempre stata disponibile al dialogo.

Eppure, spesso non serve e, ad esempio, con la sorella che ha due anni meno di lui, lui si trasforma da vittima in carnefice …

Gentile signora

l’autostima è in formazione continua e subordinata ad oscillazioni a seconda dei periodi della vita, ciò non toglie che avere una base da cui partire aiuta molto.

L’autostima origina nei primi anni di vita ed è la sorella maggiore della fiducia in se stessi che si acquisisce, anche lei, fin da piccoli. Ogni conquista del bambino contribuisce a creare, prima fiducia in sé e, in seguito, autostima. Questo per dire che il lavoro di sostegno alla costruzione di questi due importanti stati dell’essere va fatto innanzi tutto tra le pareti domestiche; i bambini hanno bisogno di essere incoraggiati, sostenuti ed approvati dai grandi di casa per poter in seguito manifestare anche all’esterno le loro abilità. Ciò non toglie che il rapporto con i pari sia molto importante ed è anche per questo motivo che si consiglia di fare trascorrere ai bambini del tempo con altri bambini, il gioco è lo strumento che loro usano per scambiare e misurare le rispettive capacità e conoscenze e per apprendere non solo a giocare ma a stare con gli altri. Risulta evidente che il giudizio e la considerazione che gli altri dimostrano di noi è importante fin da bambini e hanno un forte impatto a livello emotivo e anche conseguenze sulla capacità di socializzazione.

Con la sorella il bambino sfoga tutta la sua rabbia e imita il comportamento che subisce, quasi un tentativo di fare uscire fuori tutta la rabbia che prova.

E’ importante che il bambino venga aiutato a riconoscere e ad esprimere la rabbia e lo si può aiutare sia attraverso il racconto di quanto prova, sia attraverso il disegno, sia attraverso il gioco. E’ importante che lui si senta libero di esprimere quel che prova e che impari che la rabbia può essere contenuta e che non deve essere ributtata sulla sorella. Va da sé che i genitori sono il modello di riferimento e più che agire sgridandolo possono fargli notare la dinamica che lui mette in atto.

Rispetto al problema con i compagni di scuola potrebbe essere anche utile parlarne con gli insegnanti che hanno il polso della situazione e possono intervenire se notano qualche prepotenza. Inoltre loro conoscono suo figlio in modo diverso da come lo conosce lei e possono raccontarle suoi modi di fare a lei sconosciuti. Non credo che cambiare la scuola lo aiuterebbe visto che, da quanto lei afferma, questi problemi li ha fin da piccolo.

Non so se sia il caso di suo figlio, ma bisogna considerare anche che non tutti i ragazzini crescono nello stesso modo, alcuni sono più piccoli anche fisicamente e sono spesso destinati ad essere messi un po’ da parte dal resto del gruppo che si sente più grande.

Il consiglio che mi sento di darle è quello di usare l’ironia e di insegnarla anche a lui, tutti abbiamo i nostri punti di debolezza e se impariamo a riderci su anche solo un po’ li abbiamo già sconfitti.

Se all’inizio del prossimo anno scolastico i problemi dovessero ripresentarsi le consiglio di rivolgersi ad un professionista che saprà aiutarla ad affrontare la questione. Intanto approfitti dell’estate per fare stare suo figlio in contatto con altri ragazzini.

Saluti.

Chiedi all'esperto

Vuoi fare una domanda ai nostri esperti? fa la tua domanda compilando il form, selezionando come argomento quello più pertinente alla tua domanda

INVIA DOMANDA
Categoria:

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ogni settimana, tra giovedì e venerdì, ti arriverà una mail informativa sugli appuntamenti, le opportunità e le offerte del territorio.

Iscriviti