20 Dicembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Autostima

Buongiorno,
sono Lella la mamma di Francesca, una bimba di 6 anni e mezzo che frequenta la prima elementare.
Francesca è molto timida ed ha poca fiducia di sè anche se a scuola è bravissima.
Ieri l’insegnante mi ha fatto notare che la bambina è troppo ansiosa nel senso che vuole fare tutto alla perfezione e se non ci riesce va in ansia e inizia a piangere ininterrottamente.
La maestra si chiedeva se anche a casa fosse così ed io le ho risposto di si.
Francesca anche se ama la pallavolo non voleva iscriversi in quanto diceva che se avessero giocato una partita e avrebbero perso la colpa sarebbe stata sua perchè lei non è brava.
L’altro giorno a scuola per sbaglio ha indossato la giacca di una bimba e per lei è stata una tragedia.
Se la sua strada è liscia è tutto ok se inizia a essere dissestata va in crisi.

Ora, partendo dal presupposto che se Francesca ha questo disagio la colpa non è sua ma in primis di noi genitori e poi dell’ambiente che la circonda. Vorrei capire dove sbaglio e come fortificarla.
Io sdrammatizzo sempre, la incoraggio, le dico che non si deve essere perfetti che deve essere più sciolta e pensare di più a divertirsi ma mi sembra tutto inutile.

Cara Lella,
il suo approccio al problema è corretto: incoraggiare, sdrammatizzare e mettersi in gioco chiedendosi che cosa modificare di sé o dei propri comportamenti per poter aiutare la bambina a fortificarsi. Eppure, ci dice, ogni sforzo sembra inutile.
C’è in effetti un dettaglio che ci colpisce nella sua lettera, e cioè la scelta delle parole: colpa di noi genitori”, “dove sbaglio, deve essere più sciolta”… Questo utilizzo del linguaggio suggerisce un atteggiamento piuttosto critico ed esigente in primo luogo verso se stessa e poi verso gli altri, che probabilmente appartiene a lei e forse anche ad altri adulti in famiglia.
È possibile che, in maniera del tutto inconsapevole, trasmettiate alla bambina dei messaggi contraddittori.
Da un lato lei dichiara a sua figlia, a parole, che la perfezione non è importante; dall’altro forse le mostra, con l’esempio diretto, una certa preoccupazione per la bontà delle preformances proprie e altrui.
Essere disposti a guardarsi dentro e a migliorarsi è una risorsa, ma essere troppo giudicanti e severi, soprattutto con se stessi, può diventare controproducente.
Sta agendo bene: eviti dunque di colpevolizzarsi e provi, in aggiunta a quanto già fa, a lavorare su se stessa per essere a sua volta più rilassata e meno preoccupata di sbagliare.

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