14 Febbraio 2017 L'ESPERTO RISPONDE

LABirINTO

Le dottoresse Nota e Garritano psicologhe, e Daniela Meschieri, psicologa e psicoterapeuta, propongono percorsi di gruppo, consulenze, valutazione cognitiva, per promuovere il benessere emotivo-cognitivo dei bimbi e dei loro genitori. Per contattarle info@psicolabirinto.it o 340/87.15.241

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Bambina aggressiva e timida

Camilla ha quasi 4 anni. Ha due fratelli uno di 18 mesi e uno di 6 anni. Quello di 6 anni è molto malato e disabile. Lei è molto affettuosa, sorridente ma non accetta i no. Urla piange fino a vomitare se le si nega qualcosa, se la sgrido per più volte innesco un comportamento aggressivo anche verso gli amichetti. Da pizzicotti, spinte e aggressività e se le si domanda la ragione risponde che voleva giocare. Ha cominciato anche a non voler più fare la cacca e ogni 5 giorni le faccio il clistere.

Cara mamma,

la situazione che ci descrive sembra molto delicata. Tre figli piccoli di cui uno con disabilità che probabilmente richiede molte più cure, aiuti e attenzioni, rispetto agli altri due. Camilla è la bimba di mezzo, non la più piccola e neanche la più grande; probabilmente lei si sentirà proprio la bimba di mezzo, quella che non può fare troppi capricci e richiedere attenzioni perché comunque ha un fratellino più piccolo, ma neanche chiedere troppa autonomia e indipendenza perché non è la più grande.

Quando i bambini mettono in atto comportamenti inadeguati, in realtà stanno comunicando il loro stato di malessere e disagio.

Ponendosi queste domande e scrivendoci ha fatto un primo passo importante: ha accolto i segnali di disagio della propria bimba.

Camilla manifesta il suo disagio con due comportamenti che richiedono inevitabilmente l’intervento dell’adulto: atteggiamenti aggressivi e problemi legati agli sfinteri.

Queste due situazioni destano molta preoccupazione nei genitori che in genere non sanno come comportarsi. Le sue domande sono legittime e importanti.

Vogliamo darle dei consigli pratici su come gestire questi due comportamenti di Camilla; partiamo dal primo: l’aggressività.

Fondamentale è intervenire, ogni volta che la bimba morde o picchia, con un messaggio autorevole e sempre uguale, del tipo “Camilla non sono d’accordo, non devi mordere!”, “Prova a spiegarmi cosa sta succedendo, cosa hai pensato quando ti è venuto da dare un morso! sei per caso arrabbiata?”

E’ possibile che inizialmente la bimba non sappia rispondere a queste domande; non importa assolutamente! Dobbiamo aiutarla a fermarsi, provare a capire che cosa sta succedendo e trovare le parole per raccontare per esempio da cosa è infastidita, invece che agire.

Attraverso questo esercizio di mentalizzazione, aiuta la sua bimba a trovare le risposte ed ad utilizzare altre modalità per esprimere una situazione di disagio.

Per quanto riguarda il comportamento di Camilla legato agli sfinteri, è di fondamentale importanza evitare di sgridarla o sottolineare che non riesce a fare la cacca da sola.

Attraverso questo comportamento, Camilla richiede l’attenzione e la vicinanza della mamma (che deve necessariamente farle i clisteri); se la si sgrida o la si colpevolizza, si rischia di rinforzare il comportamento di Camilla, che ottiene sempre di più l’attenzione della mamma…

Probabilmente si tratta di un periodo di regressione, per ottenere anche lei cure e attenzioni. Questo non significa affatto che voi non gliene diate; questi comportamenti vengono messi in atto per ottenere più attenzioni, in un periodo di particolare vulnerabilità emotiva come ad esempio l’arrivo di un fratellino, o qualsiasi altro evento significativamente importante per il bambino.

Potrebbe aiutare la sua bimba sedendola sul water e provando a leggerle un libro per rilassarsi oppure cantando una canzoncina o facendo qualsiasi cosa che vi piaccia fare insieme. Il momento del fare la cacca deve diventare un momento piacevole e rilassante per la bimba.

L’attenzione deve spostarsi dal fare la cacca allo stare insieme; in questo modo, non appena questo momento diventerà piacevole e rilassante, la bimba avrà sempre meno bisogno dei clisteri.

Se invece, dopo questi accorgimenti, il disagio di Camilla dovesse persistere, le consigliamo di rivolgersi ad uno psicologo dell’età infantile, per approfondire più da vicino i bisogni che esprime attraverso i suoi comportamenti.

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