Cara Claudia,
per poter rispondere in maniera specifica, avremmo bisogno di maggiori informazioni sulla situazione familiare e personale del bambino. Possiamo tuttavia fare delle considerazioni di ordine generale. Innanzitutto, tenga presente semplici regole comportamentali.
È importante che il bambino non senta che i suoi eccessi attivano le energie e la preoccupazione della madre su di sé. Può sottolineare i suoi comportamenti positivi e i suoi successi, premiandolo quando riesce a controllarsi o semplicemente passando del tempo con lui quando è tranquillo, e dedicargli invece meno attenzioni quando va in escandescenze, pur rimanendo ferma sulle regole.
Può provare ad osservare se ci sono luoghi o persone vicino alle quali il suo comportamento peggiora, o viceversa migliora, il che potrebbe darle informazioni utili per comprendere l’origine del suo disagio.
È significativo anche collocare il problema nel tempo e metterlo in relazione con altri eventi. È sempre stato impulsivo o lo è diventato in un momento preciso? Magari in corrispondenza della nascita di un fratellino, l’allontanamento di un familiare, un trasferimento, altri eventi significativi? E ancora: ci sono altre persone impulsive in famiglia, o che magari interagiscono con lui in modo che possa procurargli frustrazione o rabbia? Forse la rabbia e l’impulsività sono riferibili a situazioni specifiche sulle quali potrà intervenire per ridurre il disagio di suo figlio.
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.
