5 Giugno 2020 L'ESPERTO RISPONDE

Gabriella Biscaro

Gabriella Biscaro - Professional Advanced Counselor AssoCounseling - Educatrice Perinatale esperta in Allattamento (percorso MIPA) - Referente Certificata Il Parto Positivo e Baby Brains Body - Specialista in Riflessologia e Tecnica Craniosacrale - Disponibile al 320/0144212 mail info@philobaby.it

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Bimbo di 4 mesi che si addormenta solo al seno… Cosa fare?

Buongiorno,

Sono mamma di un bimbo di 4 mesi che si addormenta solo se lo attacco al seno e se provo a farlo dormire diversamente, ad esempio cullandolo inizia a piangere disperatamente e io non mi sento di continuare.

Fin da subito l’ho abituato a dormire in braccio e nella fascia visto che appena lo posavo nel lettino si svegliava e piangeva.
La notte per stanchezza lo addormentavo al seno e a ogni suo risveglio gli offrivo il seno e si riaddormentava e quando provavo a rimetterlo nel suo lettino si risvegliava allora per sfinimento ha iniziato a dormire nel lettone con me e ho continuato così pensando che le cose dopo i 2 o 3 mesi sarebbero cambiate ma visto che invece sono peggiorate, perché ora che ha quasi compiuto 4 mesi continua ad addormentarsi solo con il seno e solo con me e nessun altro.
Inoltre durante il giorno non riesco a fare nient’altro perché oltre la stanchezza di svegliarmi ogni 2 ore di notte, di giorno il bimbo è sempre stanco e quindi lagnoso, non sta da nessuna parte e se provo a farlo dormire con ciuccio o cullandolo o passeggino urla come un matto e quindi devo aspettare il momento della poppata ogni 3 ore perché finalmente si addormenti in pochi minuti.
La pediatra mi ha consigliato di insegnargli a dormire da solo nel suo lettino lasciandolo piangere ma rimanendogli accanto.
Ho provato a farlo una notte facendolo piangere e cantando accanto a lui ma dal giorno dopo già non me la sono sentita di continuare così.
È vero che lui piange comunque quando è stanco e non riesce a dormire ma almeno lo posso prendere in braccio e consolarlo.
Il metodo di lasciarlo nel suo lettino non mi va proprio di seguirlo però so che non posso continuare neanche così soprattutto perché il bimbo sembra sempre stanco e nervoso.
Avete qualche consiglio da darmi?
Grazie, Mara

Buongiorno Mara,

dal tuo racconto traspare tutta la fatica e anche l’amore che intercorre tra te e il tuo bambino.

Nella vostra breve relazione di quattro mesi fuori dalla pancia (vogliamo però contare anche i mesi dell’attesa dentro?) hai potuto vedere quanto sia importante per lui (e per te) la vicinanza fisica e l’allattamento. Tutto questo è la fisiologia! E’ assolutamente normale e indice di riflessi di sopravvivenza vividi ed efficaci che il tuo bambino chieda di poppare e possa poi addormentarsi serenamente.

In gravidanza e nella nostra cultura in generale non si dà mai abbastanza importanza al periodo dopo nascita come un continuum di ciò che era iniziato in utero: il bambino cerca la stessa saturazione sensoriale che viveva nel ventre materno: calore, nutrimento, contatto costanti. L’adattamento alla vita extrauterina è un processo lento che richiede tanti mesi (quanti quelli della gravidanza, quindi fino agli 8-9) e tanta pazienza (indotta dalla falsa idea che dovrebbe essere diverso da così).

L’idea che un bambino possa essere “addestrato” a dormire da solo è assolutamente falsa e fuorviante da quella che è la fisiologia. Fisiologia del sonno, fisiologia degli affetti, fisiologia della crescita.

Tutto ciò che va contro la fisiologia è un evento traumatico, un bisogno non soddisfatto che crea frustrazione e dolore, sia nella mamma sia nel bebé. Purtroppo la cultura occidentale corrente non sostiene la fisiologia e si pensa che un bimbo appena nato o di pochi mesi debba essere autonomo e non richiedere troppo: nulla di più lontano dalla realtà e dall’istinto di sopravvivenza dei neonati, che se ne fregano della cultura occidentale!

La trappola per noi mamme moderne è quella di sentirci inadeguate se questa idea di neonato autonomo non si realizza, e quasi mai è così infatti.
Quindi oltre alla frustrazione di mettere in discussione il proprio istinto di cura, ci sentiamo pure rimproverate se non abbiamo dei “bravi bambini” che mangiano e dormono agli orari considerati normali (da chi, poi?).

Mi aggancio allora alla poppata “ogni tre ore”: dare orari rigidi per le poppate al seno non rispetta la fisiologia. Il latte materno è altamente digeribile e non necessita di intervalli precisi tra una poppata e l’altra come avviene per la formula.

Mi sento quindi di rassicurarti che il tuo bambino è un perfetto cucciolo d’uomo, che ha bisogno di tanto contatto e di latte della mamma. Ti sta facendo sentire che ha bisogno di te, del tuo calore, della tua attenzione. Tutto ciò che si instaura tra voi in questi primi mesi e fino ai tre anni sarà la base sicura sulla quale si fonderà la vostra relazione: sapere che ad un bisogno viene dato ascolto e soddisfazione lo farà crescere sicuro, e a te darà la soddisfazione di aver trasmesso tutto il tuo calore e il tuo amore incondizionato.

Ci sono modi e strumenti per tenere a contatto il tuo bambino e poter anche fare altro, come la fascia che usi già. Ma soprattutto mantieni il contatto con il tuo istinto e i tuoi bisogni, sapendo che tutta la disponibilità che manifesti ora per il tuo bimbo crea nell’immediato un clima disteso e amorevole e ti tornerà nei prossimi anni come profondità di relazione e serenità per tutta la vostra famiglia.

Se hai dubbi o perplessità, io sono a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un grande abbraccio a te e al tuo cucciolo!

Gabriella Biscaro
Educatrice Perinatale – Professional Counselor
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