4 Ottobre 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Cambiamento di carattere

Salve,
sono una sua collega-mamma (non dell’età evolutiva) e vorrei sottoporle una situazione ‘problematica’ che da circa un paio di mesi preoccupa me e mio marito.
Le premetto che Alessandro, 23 mesi, va all’asilo nido dall’età di 11 mesi, non viene lasciato a tate o baby sitter ed il tempo al di fuori del nido lo trascorre in nostra compagnia, quasi sempre fuori casa (soprattutto il week end) ed a contatto anche con altre persone (es. parenti, amici con altri bimbi…).
Da circa 2 mesi abbiamo, e nostro figlio con noi, affrontato tali cambiamenti: trasloco con cambio di abitazione e di zona, cambio di asilo nella nuova zona di residenza e dopo un solo mese, per niente soddisfatti, cambio e immissione in un altro nido, questa volta di qualità e dove Ale sembra trovarsi bene. Le premetto che nell’asilo dal quale abbiamo dovuto toglierlo per il cambio di casa e nel quale è stato quasi un anno, mio figlio si trovava benissimo!
Tutto ciò ha quasi coinciso con delle ‘novità’ nel suo comportamento: più capricci con noi, atteggiamenti più aggressivi sia con noi che con i coetanei (tirate di capelli, graffi, spintoni…). Inoltre, anche a detta dell’educatrice, quando gli viene proibito qualcosa o semplicemente gli si dice qualcosa, comincia ad attorcigliarsi e a tirarsi i suoi capelli.
Vorrei però anche aggiungere che è un bimbo molto socievole (mostra qualche minuti di timidezza solo all’inizio di una relazione), solare, allegro e desideroso del contatto con altri bimbi. Inoltre, da quando abitiamo qui, ha anche modificato il modo di dormire: prima nel lettone con noi ed ora nella sua cameretta.
La ringrazio anticipatamente per l’aiuto che ci può dare nel ‘decifrare’ tali comportamenti e per i suggerimenti sul come reagire ad essi.
Distinti Saluti

Cara mamma,
vorrei cominciare raccontandoti una storia di Ignazio Silone tratto dal romanzo “Vino e pane”.

Il tempo necessario

“Per fare il pane ci vogliono nove mesi” disse il vecchio Murica.
“Nove mesi?” domandò la madre.

Il vecchio contò i mesi: “Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio. Fanno giusto nove mesi. Per maturare l’uva ci vogliono anche nove mesi, da marzo a novembre”.
Egli contò i mesi: “Marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre. Anch’essi fanno nove mesi”.
“Nove mesi?” domandò la madre.
Essa non vi aveva mai riflettuto.
Lo stesso tempo ci vuole per fare un uomo. Luigi nacque nel mese di aprile.
Sottovoce ella contò i mesi all’inverso: “Aprile, marzo, febbraio, gennaio, dicembre, novembre, ottobre, settembre, agosto”.
Da agosto ad aprile ci vollero nove mesi.

Credo semplicemente che stiate tutti vivendo un periodo di accomodamento alla somma di cambiamenti avvenuti nella vostra vita.
È necessario nutrire la pazienza, fare spazio all’ascolto dei sentimenti dell’altro, creare empatia, organizzare il tempo delle coccole e della vicinanza.
Siamo capaci di affrontare i cambiamenti quando siamo felici e non ci sentiamo soli, ma dobbiamo darci il tempo di conoscere e far crescere la percezione di sicurezza del luogo in cui viviamo.

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