Cara mamma,
la prima percezione che ho è che tu sia davvero sfinita! Questa bimba, che è un ciclone, davvero ti investe come un ciclone e tu ti senti travolta. Hai anche esaurito le tue risorse.
Dici: “capisco che non DEVO CEDERE ai suoi capricci … che deve sentirmi ferma e decisa”. Pare che per te il non cedere sia un “dovere”, non un comportamento determinato da una tua necessità di vivere una vita più tranquilla e di non consumare un’infinità di energie semplicemente per indossare un abito, visto tra l’altro che bisogna uscire per andare al lavoro.
I suoi capricci sono “POTENTI e INFINITI” conferma la tua percezione di una tua impotenza di fronte alla situazione.
Pensi che la bimba abbia delle motivazioni personali o dei problemi particolari rispetto al vestirsi per cui ritieni giustificata questa sua insistenza nel voler indossare sempre lo stesso abito?
In questo caso allora sarebbe opportuno vedere di comprendere le problematiche che stanno sotto questo suo comportamento.
Pare che questo dubbio ti sfiori quando dici che non è attaccata alle sue cose ma rilevi questo comportamento solo rispetto ad un abito, il pantaloncino rosa, e ai sandaletti. Tra l’altro anche gli altri abiti sono comunque cose sue. Quindi perché questa fissazione sul non cambiarsi, che mi pare essere la sua posizione in proposito?
Nel contempo però tu parli di “capricci” e usando questo termine mi fai pensare che tu ritenga che la bimba non abbia particolari e giustificate motivazioni per comportarsi in questo modo.
Allora ricompare il tuo problema di pensare di dovere essere ferma e decisa, ma di non autorizzarti ad esserlo, mentre sarebbe opportuno valutare che i tuoi diritti sono almeno equivalenti ai suoi e vanno fatti rispettare. Solo con questa consapevolezza e rivalutazione di te riuscirai ad essere davvero ferma e decisa.
Hai cercato diverse soluzioni, ma tutte falliscono. È come se a questa situazione non ci fosse soluzione! Ne sei davvero convinta? Se tu ne sei convinta, allora davvero soluzione non c’è. Continuerete, tu e tua figlia, a fare questo gioco che vi coinvolge entrambe e da cui uscirete solo quando sarete davvero sfinite o semplicemente stanche di continuare a torturarvi vicendevolmente.
Tu ringrazi per la soluzione, ma non esiste una ricetta che funzioni, tanto più dettata dall’esterno.
Il disagio lo vivi tu: dai voce a questo disagio, ascolta prima di tutto te stessa e le tue esigenze, ed anche le motivazioni che ti impediscono di farle valere.
Lascio a te prendere consapevolezza prima di tutto di quello che vivi tu in questo contesto, del tuo modo di sentire e di porti con tua figlia ( mi colpisce lo stampatello TANTA …. TANTA PAZIENZA contrapposto a MOLTO, ma MOLTO TESTARDA) e quindi agire di conseguenza. Valuta anche il significato che per tua figlia può avere il suo atteggiamento, ma con la chiara consapevolezza del tuo valore di mamma nel guidare e sostenere tua figlia perché tu sei adulta ed hai questo ruolo. Potrai così sentire in te la sicurezza che ne deriva e trovare il comportamento più idoneo.
