Gentile lettrice,
aldilà delle definizioni tecniche (Lei parla di collazione ma, forse, sarebbe più opportuno richiamare istituti diversi) ciò che, alla fine dei conti, è importante è capire è se Lei o sua sorella (unici eredi) abbiate subito una lesione della vostra quota di legittima. Ossia se le donazioni effettuate in vita da suo papà, comprese quelle ai nipoti, abbiamo compromesso quella quota di eredità che per legge spetta a lei e a sua sorella e che deve esservi garantita anche contro la volontà del de cuius (nel vostro caso non essendoci moglie in vita, i 2/3 del patrimonio ereditario sono per legge di spettanza Sua e di sua sorella; 1/3 del patrimonio invece è la quota di cui suo papà poteva fare ciò che desiderava). Per patrimonio ereditario si deve intendere ciò che suo papà possedeva al momento della morte + le donazioni effettuate in vita – debiti del defunto.
Se le donazioni effettuate da suo papà quand’era in vita hanno superato il terzo del patrimonio, allora le stesse dovranno essere ridotte fino a ristabilire la porzione che per legge spetta a Lei e a sua sorella.
Se, invece, le legittime sono state rispettate, le donazioni non verranno toccate.
Discorsi complicati, ma spero di aver dato spunti sufficientemente chiari.
