Cari genitori di Matteo,
mi pare siate in guerra continua con vostro figlio!
Per fargli prendere l’antibiotico, vivete un incubo, utilizzando modalità simili a torture, pare tra l’altro con scarso successo.
Anche per quanto riguarda il lavare i dentini, usate il termine “costringerlo”, come se ogni attività che il bimbo deve affrontare fosse una prova di forza fra voi e lui.
Mi pare di percepire in voi un forte timore di non riuscire a fargli fare le cose che volete che faccia.
Vostro figlio non può che percepire il vostro atteggiamento ansioso e preoccupato e reagisce di conseguenza.
Per di più ha tre anni, quindi sta vivendo la crisi tipica dell’età in cui cerca la sua prima autonomia e indipendenza da voi.
Lui avrebbe bisogno di sentire riconosciute le sue esigenze, mettendovi dal suo punto di vista.
Talvolta è meglio lasciare perdere su qualcosa, ma avere un atteggiamento sereno e rilassato.
Faccio l’esempio del lavare i denti: siete sicuri che le carie dipendano dal non lavare i denti? Pare dimostrato che i bimbi di alcune tribù africane che non conoscono nè spazzolini nè dentifrici abbiano dentature sane e perfette, forse perchè si nutrono in modo più sano dei bambini occidentali, che si lavano i denti ma mangiano prodotti artefatti e molti dolciumi.
Allora occorre relativizzare almeno in parte le nostre credenze (che spesso sono tali e non necessariamente corrispondono a verità) e concentrarci maggiormente sull’aspetto relazionale con i propri figli piuttosto che sulle cose da fare.
Con un atteggiamento di comprensione delle reali esigenze del bambino, col mostrargli affetto e attenzioni, “essere”
veramente con lui almeno per un po’ di tempo tutti i giorni, sarà possibile anche fargli lavare i denti o prendere l’antibiotico perchè lui sentirà la vostra presenza amorevole, il vostro reale interesse per lui e per le sue esigenze, acquisterà fiducia in voi e farà quello che gli suggerite.
Potrà anche sentirsi libero di manifestare quello che sente, quello che gli piace o non gli piace, con la possibilità di tenere conto dei rispettivi punti di vista e di venirvi incontro a vicenda.
Usare regali, sorprese, minacce o giochi fa sempre parte della stessa strategia: obbligare l’altro a fare quello che volete voi, anche se a fin di bene, anzichè considerarlo una persona che va rispettata.
Modificando il vostro modo di relazionarvi, forse sarà possibile fare un minore ricorso agli antibiotici, che sicuramente bene non fanno, pur rimanendo l’estrema risorsa quando ormai la malattia si è manifestata.
E’
acquisizione della scienza medica il fatto che le difese immunitarie si abbassano dando luogo a malattie quando siamo meno sereni o abbiamo qualche problema.
Aiutare il bambino a manifestare i suoi vissuti sia positivi che negativi, ad esprimere le sue emozioni, aiutarlo a riconoscerle sentendole accolte, potrebbe essere un ottimo modo per fare sì che si ammali di meno e quindi anche un ottimo antidoto all’uso di antibiotici!
Certo questo richiede un grosso lavoro per voi e su di voi: si tratta di cambiare prospettiva, dal “fare” all’ “esserci” per lui.
Auguri!
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Come far prendere le medicine?
Spesso dobbiamo dare antibiotico al mio figlio (nascendo prematuro solente è
influenzato) (tosse e catarro non lo abbandonano mai pure a luglio), ha 3
anni e 3 mesi, questo momento diventa un incubo,
abbiamo provato vari antibiotici e modalità (spesso assomiglianti alle
torture SS, tappare naso, sdraiato per terra: nulla tanto poi sputa o vomita, dentro lo yogurt e ect.
Aiutateci, ora ha la sinusite e bronchite e non vogliamo finire con le
punture!
Non lo so come fanno gli altri, però sento che ci riescono, boooo, siamo noi
incapaci?
Nemmeno servono i regali e sorprese quotidiane!
Siamo DESPERADOS!!!
Ps. Chiediamo stesso consiglio come farlo costringere lavare i dentini,
nulla da fare, ne giocando ne minacciando (ha già 4 carie è si rifiuta
facendo le crisi isteriche).
Grazie
Genitori di Matteo
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