Cara mamma,
grazie per avermi scritto, provo a risponderti.
Quello del tuo bimbo non è solo uno scatto di crescita, ma anche quella che viene chiamata ‘regressione del sonno’.
Perché viene chiamata così? Perché ogni qual volta un bambino raggiunge un nuovo touchpoint (Brazelton), e quindi progredisce nel suo sviluppo psico-motorio, ‘regredisce’ su un altro fronte. Solitamente il sonno, quando sono così piccoli.
A quattro mesi infatti, solitamente i lattanti ci sentono e ci vedono molto meglio, imparano a rotolare e sono attratti da tantissimi nuovi stimoli.
Fino ad ora ti sei comportata in maniera corretta, perché hai reagito soddisfacendo i bisogni del tuo bambino, in particolare quello di contatto. Importante quanto la nutrizione.
Credo che questa fase in cui sta sempre attaccato al seno, sia un modo di recuperare il tempo che lui sta lontano da te. Sia per quanto riguarda il soddisfacimento del bisogno di suzione, sia per quanto riguarda la vicinanza con te, mamma. Restando attaccato al seno lui ha la sicurezza di non ‘perderti’.
E’ comprensibile che tu sia molto stanca, considerando che hai anche ricominciato a lavorare! Stai facendo un gran bel lavoro.
La soluzione che hai trovato di farlo dormire accanto a te è sicuramente ottima per gestire i risvegli, che sono fisiologici, e permettere al bimbo di riaddormentarsi subito e di sentirsi ‘al sicuro’. Oltretutto l’allattamento al seno è il metodo più veloce e comodo per riaddormentare un bimbo durante i risvegli notturni. Contatto, nutrizione, suzione.
Ora che l’allattamento è ben avviato, hai provato a dargli il ciuccio dopo le poppate notturne? Dopo, ovviamente, per non interferire con la produzione di latte. Oppure hai provato a farlo addormentare dal papà staccandolo dopo la poppata?
Potresti provare a staccarlo dal seno nel momento in cui entra nel sonno profondo, se già non lo fai, anche se a questa età non dura moltissimo. Circa una ventina di minuti dopo l’addormentamento.
Ricordati che sono fasi e più assecondi il tuo bimbo, più lui acquisirà sicurezza e fiducia di non vederti ‘sparire’, come accade quando va al nido.
Cara mamma, spero di esserti stata di aiuto, dandoti qualche spunto, ma se hai bisogno o vuoi aggiungere qualcosa o anche solo aggiornarmi, scrivimi ancora.
Un abbraccio a te, mamma, e al tuo piccolino.
Francesca Arzilli – Consulente in puericultura
franciconsulentepuericultura@gmail.com
Immagine di copertina di Fanny Renaud
