30 Giugno 2009 L'ESPERTO RISPONDE

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Crisi matrimoniale

Ho 45 anni e un bimbo di 7 anni.
In occasione del parto e’ scaturita la sm, ora cammino malissimo e sono invalida al 100%. Con mio marito non ci sono piu’ rapporti da 4 anni, insomma, a me manca l’affetto e la compensione di un uomo non sopporto piu’ di vedere, una persona alla quale sono del tutto indifferente, ma la separazione quanto puo’ danneggiare il bambino?
E’ l’eta’ giusta o devo aspettare che che abbia almeno 10 anni.
Ho paura di causare danni psicologici e comportamentali nel bambino che e’ molto attaccato a noi. Lui percepisce evidentemente questo disaccordo, difficilmente sceglie i bambini per giocare, ma preferisce la madre e il padre.
Cosa ne pensate?
grazie
Paola

Cara Paola,
certamente affrontare la separazione dei genitori in età un po’ più adulta è preferibile rispetto ad una minore età, tuttavia vi sono altri parametri da prendere in considerazione per effettuare questa scelta, che talvolta assumono un’importanza basilare. Nel vostro caso ci sembra prioritario occuparsi in primo luogo della sua condizione psico-emotiva. E vorremmo cogliere l’occasione, a tal proposito, per sottolineare quanto sia importante il benessere dei genitori per assicurare il benessere dei figli. Se due genitori, pur in una condizione di separazione e di sofferenza ad essa conseguente, si mantengono in uno stato di equilibrio personale e di rispetto nei confronti l’uno dell’altra, riusciranno a trasmettere ai figli quel senso di sicurezza e protezione di cui essi necessitano per star bene e crescere sereni. Viceversa, una situazione familiare congiunta, nella quale vi sia, però, grande sofferenza di entrambi i coniugi o anche solo di uno dei due, può creare nei figli uno stato di angoscia e di insicurezza per il futuro, in quanto i bambini percepiscono, a livello profondo, i tormenti dei genitori.
Dalla sua richiesta, cara Paola, emerge una grande sofferenza, data anche, da quello che ci dice, dall’esposizione continuativa e prolungata ad una situazione nella quale lei percepisce indifferenza nei suoi confronti e mancanza di affetto.
Il consiglio è innanzitutto di farvi seguire voi (insieme o anche separatamente), per farvi aiutare a raggiungere un maggior benessere, anche se questo può eventualmente comportare la separazione. Il vostro bambino non potrà che averne giovamento e sentirsi più sicuro in generale e nello specifico nell’interazione con gli altri bambini.


Ricordiamo che lo Studio di Psicologia Relazionale offre la possibilità di avere un primo colloquio gratuito (individuale o di coppia) con una psicoterpeuta familiare su appuntamento.


Lo staff dello Studio di Psicologia Relazionale (Daniela Ciaramita – Barbara De Meo – Maria Cristina Peyrani) sono curatrici della rubica Psicologia di Torinobimbi

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