10 Giugno 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

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Disagio in ambienti nuovi chiusi

Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 18 mesi che da quando ne aveva 10 è andato al nido, sia per ragioni legate al mio lavoro sia e sopratutto perchè io sono una forte sostenitrice dell’importanza del nido sullo sviluppo generale del bambino.

Dunque l’inserimento, sia per l’età del bimbo molto attratto sin da piccolissimo da altri bimbi, sia perchè penso di avergli trasmesso gioia e serenità nel portarlo,è riuscito meglio delle attese. Ora che però ha 18 mesi, ha iniziato ad attaccarsi a me e ad aver “parura” quando lo porto nelle abitazioni che non conosce per festicciole o per visite ad altre famiglie con bimbi, pur facendogli capire che io starò lì con lui (tolgo la giacca, poso la borsa e lo rassicuro).

Per almeno 15min vuole stare solo in braccio a me e a chiunque si avvicina risponde col pianto/protesta.

Potrebbe essere la conseguenza del distacco per l’inserimento al nido che, all’epoca, non è emerso e sta emergendo ora? Intensificando le visite in luoghi nuovi potrebbe essere utile a fargli superare questo “disagio” momentaneo?

Vale

Gentile signora, lei sta notando quelli che sono i primi segni evidenti del processo di crescita. Intorno ai 18 mesi i bambini  iniziano a fare i primi collegamenti causa – effetto e questo fenomeno molto spesso ha come risultato lo sviluppo dell’ansia da separazione. Di conseguenza il bambino mostra una forte reticenza a lasciare i genitori, la mamma in modo particolare, per stare con altre persone.

Tutto ciò accade indipendentemente dal fatto che il bambino frequenti o meno l’asilo nido, non si colpevolizzi!!!

E’ un periodo di esplorazioni che divertono ed allo stesso tempo spaventano, ecco la “parura”  che lui nomina.  “Parura” del buio, della lavatrice in azione, dei mostri, degli estranei e, soprattutto, “parura che la mamma mi lasci qui e non torni”.

Il suo bambino sta vivendo una fase del tutto naturale e quello che lei può fare è di aiutarlo a costruire un’immagine interna stabile della presenza sia di mamma sia del papà, figure che saranno per lui un riferimento in vostra assenza. Come insegnava Bowlby il legame di attaccamento è importante che si sviluppi in modo adeguato perché ci permette di creare una base sicura che durante l’infanzia è rappresentata da chi si cura di noi, ma nell’età adulta diventa una condizione interiore che sarà un ottimo salvagente nei momenti di difficoltà.

Non credo che sia necessario intensificare uscite o frequentare ad hoc luoghi nuovi, piuttosto suggerisco di rasserenarlo in occasione delle manifestazioni di protesta e di spiegargli quello che sta per accadere.

Saluti

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