Cara mamma,
E’ sufficiente leggere il tuo racconto per capire che i condizionamenti esterni, i sensi di colpa verso una pratica occidentale in disuso (ahimé!), la consuetudine a rivolgerci prima agli esperti o ai pediatri ha creato dentro di te una insicurezza materna che ti fa dubitare della tua scelta.
Scelta che condivido.
Recentemente ho riletto “Bèsame mucho” di Carlos Gonzales ed ho ritrovato le motivazioni che hanno condizionato la nostra società nel considerare uno “sbaglio” la scelta del lettone condiviso con i nostri figli.
Tanti si sono prodigati in studi randomizzati (spesso parziali), tanti autori “titolati” hanno scritto i benefici di questa abitudine ed altri gli ipotetici svantaggi, molti hanno contribuito nell’ammonire i genitori che optano per la nanna condivisa… ma quanti si sono semplicemente fidati del proprio istinto alla cura del neonato, quanti hanno ritenuto sufficiente ascoltare ed esaudire le richieste della propria creatura, quanti genitori non hanno ritenuto necessario informare gli altri (nonni, zii, amici) rispetto a tale decisione alla ricerca di conferme…
Cara mamma, tu stessa affermi che hai “ceduto” di fronte alla stanchezza ed hai scoperto la dolcezza dello stare insieme nel riposo e che vorresti recuperare con il tuo primo figlio… non racconti in modo esplicito se il tuo piccolo ora dorme sereno quasi ininterrottamente, ma io credo di sì…
Il sonno è la prima forma di abbandono e l’esigenza di sentirci al caldo e al sicuro è fondamentale per stabilire quella tranquillità che ci garantisce il giusto recupero delle forze e della positività per affrontare il giorno che verrà… il sonno è anche una capacità innata, come il bere ed il mangiare, che vuole manifestarsi nei tempi personali.
Oggi più che mai pensiamo che i bimbi debbano essere fin da subito collaborativi con le nostre esigenze, i nostri ritmi, le nostre abitudini… e tutto sommato loro ci assecondano pacificamente in tutte quelle attività che considerano di secondaria importanza (la scelta del pigiama o del tutone ad esempio), ma quando non si sentono “ascoltati” per qualcosa che ritengono primaria ci manifestano il loro disappunto e la loro tenacia…
Il mio consiglio è quello di continuare così come stai facendo, ma se posso dare un suggerimento prova a modificare il tuo vissuto: non hai nulla di cui scusarti… stai permettendo a te stessa e alla tua creatura di condividere la notte in modo sereno; non devi dare nessuna motivazione “oggettiva” a tale scelta… questo rientra nella soggettività della vostra relazione e vi fa stare bene; gioisci gioisci gioisci di questo tempo fatto di tenerezza, contatto, calore… passa così in fretta… per essere, forse banale, non si è mai visto un adulto sposarsi e condividere il talamo con la moglie e la madre o il peluche.
Ogni fase ha le sue caratteristiche, i suoi colori, le sue richieste ed esse vengono superate in modo sublime solo se vengono realizzate al momento giusto… cioè quando si presentano.
Sono sicuro che il mondo sarà più felice se due persone-soltanto due persone- si sentiranno più contente.
Paulo Coelho
