27 Febbraio 2014 L'ESPERTO RISPONDE

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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Dubbi sulla parentela

Salve, ho un dubbio che vorrei esprimervi.

Ho un compagno che ha avuto un figlio da una precedente relazione (non si erano sposati). Vorrei sapere se la madre di suo figlio può definirsi zia per i nipoti del mio compagno (figli di fratelli).

grazie Maria

Cara Maria,

prima di rispondere alla domanda, colgo l’occasione per ribadire un concetto: alla luce delle ultime riforme, il vincolo di parentela dei figli nati al di fuori del matrimonio è uguale a quello dei figli nati all’interno del matrimonio e ciò anche con riferimento agli zii, nonni e parentele collaterali.

C’è da dire che, un conto è il vincolo di parentela e un altro è quello di affinità, ossia il vincolo che lega il marito o la moglie ai parenti del coniuge.

Il vincolo di affinità viene meno con il divorzio.

Ora, ammesso e non concesso che anche per le coppie non sposate si possa parlare di vincolo di affinità con estensione della relativa disciplina (e direi che allo stato attuale della normativa è certamente più no che si), se tale rapporto viene meno con la cessazione del matrimonio, a maggior ragione viene meno a seguito di cessazione di una coppia cosiddetta di fatto.

In conclusione, da un punto di vista strettamente giuridico nessun vincolo lega ad oggi l’ex compagna ai parenti (nipoti o altri) dell’ex compagno.

Poi, sul piano affettivo (e la giurisprudenza quando si parla di minori sempre più si sta orientando verso la tutela dei legami affettivi a prescindere da vincoli giuridici), se nel tempo si è instaurato un rapporto tra i nipoti e l’ex compagnia dello zio, per il bene dei bambini tale rapporto dovrebbe esser rispettato e l’appellativo “zia/zio”, tutto sommato, ben si addice, anche da un punto di vista sociale, a definire tale situazione. Di zii se ne possono avere tanti e di “tipi” diversi senza con ciò togliere nulla a nessuno.

Mi auguro di aver dato una risposta esauriente, se volesse darci altri dettagli o dirci cosa motiva questa domanda potrei cercare di inquadrare meglio la situazione.

Un caro saluto.

Avv. Maria Ferrara

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