Buongiorno,
mi piacerebbe sapere qual è (se c’è) la reazione migliore che dovrei avere in questo periodo con mio figlio.
Luca ha 4 anni e mezzo, figlio unico voluto fortemente con pma. Va all’asilo da due anni, (l’anno scorso è stata un po’ dura si rifiutava di mangiare fino a dicembre e piangeva tutti i giorni poi è andata meglio), le classi non sono di età miste (essendo nato il 31 dicembre ho pensato di posticipare l’ingresso alla scuola materna di 1 anno).
L’anno prossimo dovrà iniziare la scuola primaria a 5 anni e mezzo e non posso fargli fare la 3 di asilo con la preparazione alla scuola quindi avrà fatto solo 2 anni di asilo, sarà un problema per lui?
Lo vedo ancora immaturo (immaginandolo fra 1 anno) per la scuola e penso possa avere problemi di apprendimento e attenzione ecc. e rimanere sempre indietro rispetto agli altri anche se è molto vispo curioso e vivace, mentalmente ha tanta memoria, fa sempre tante domande anche molto acute. È intelligente e svelto ad afferrare le cose.
È un bimbo tranquillo non particolarmente vivace, i giochi non sono mai “fisici e maneschi”, è prudente, non si lascia tentare da giochi pericolosi.
È molto attaccato a me da sempre, un po’ mammone (sono tornata al lavoro a 14 mesi), fuori casa è un bambino timido un po’ insicuro, non si difende, non fa amicizia facilmente, è scontroso è difficile ai contatti con gli estranei, preferisce i bambini grandi e le bambine forse perchè con i maschietti lui è il più debole …
E’ sempre musone, sta sempre in parte anche da solo.
In casa invece è un piccolo sovrano, onnipotente, testardo e prepotente, non accetta consigli, regole, vuole fare tutto lui da solo, non sa perdere ai giochi che facciamo, non reagisce bene quando lo sgrido e anzi mi sgrida a sua volta.
Non so fino a dove arriva il suo carattere e dove invece è frutto della nostra educazione forse troppo permissiva.
Di buono ha tante cose è dolcissimo, coccolone, vuole sempre il contatto fisico, i baci, è tenero. Risponde con gioia alle piccole incombenze che per gioco che gli affido e se gioco con lui sempre (e alle sue regole) è simpaticissimo e felicissimo.
Lavorando tutto il giorno è stato seguito dai nonni paterni sempre disponibili e accondiscendenti (fin troppo), a dargliela sempre vinta ecc.
L’hanno un po’ viziato e a casa loro quasi “comanda lui”, sia per il cibo che per i giochi e altro. Pur di non farlo piangere gliele davano sempre vinte. E’ un bimbo inappetente e la nonna per farlo mangiare gli andava sempre dietro con il piatto e gli chiede sempre cosa vuole per pranzo ecc. e se non mangia gli prepara subito dell’altro …
Io le ho sempre detto che non va bene chiedere a lui per tutto (anche per uscire se lui non vuole non escono ecc. ecc.). Ora però oltre a non ascoltare i nonni e a disubbidire, manca di rispetto alla nonna forse perchè sa che è la più debole: la manda via non la vuole vicino e non vuole che lo tocca urlando ecc..
So che lei ci rimane molto male a volte fa finta di niente a volte si arrabbia a volte ne ride, non so che fare.
L’altro punto è che quando lo sgrido io (senza usare mai le mani) o suo papà, che è più soft di me e che pensa che anche io sono cocciuta come lui, Luca si ribella e alza la voce poi mi tira i pugni e mi dice che sono cattiva, pagliaccia, cicciona (che non è vero) e altre cattiverie… Ho provato ad arrabbiarmi, a piangere a tenere il muso per un po’ a metterlo in castigo, a parlargli, abbracciarlo contenerlo a ridere a far finta di niente ma non cambia, qual è l’approccio migliore quando mi dice queste parole?
A volte ottengo di più a scendere a compromessi con lui del tipo se devo spegnere la tv e lui non vuole invece di essere brusca spegnere e basta, gli dico dai ancora 5 minuti e poi spegniamo allora accetta.
Per farlo obbedire, bisogna convincerlo dell’utilità della cosa … è come se fosse al mio pari e che decidiamo insieme, anche da piccolino a volte lo lasciavo piangere (come dicono di fare che prima o poi smette) ma… poteva passare anche mezz’ora ma se non ero io che andavo a prenderlo lui andava avanti, è come se voleva la mia sottomissione o le mie scuse?
So che è un passaggio che sta facendo che passerà ma non vorrei fare altri errori se posso.
Grazie dei consigli e dell’attenzione che date a noi mamme.
la mamma di Luca
Cara mamma di Luca,
dalla sua lunga lettera si nota che sta seguendo suo figlio con grandissima attenzione e dedizione. Dei vari elementi che descrive così accuratamente, spicca innanzitutto la difficoltà dell’intera famiglia a far rispettare limiti e regole.
Luca si relaziona con i nonni e con i genitori in maniera inadeguata, essendogli permesso di ottenere tutto ciò che vuole e di rispondere male ai grandi.
In questo modo non impara l’autocontrollo e lo sviluppo delle abilità sociali è penalizzato, per cui si trova impacciato e timido nel rapporto con bimbi e adulti al di fuori della cerchia familiare.
In secondo luogo, lei esprime preoccupazione e dubbi sia rispetto alla progressiva crescita di autonomia di suo figlio (andare a scuola, voler far da solo, voler decidere per conto suo), sia rispetto a se stessa e alla propria capacità di educarlo.
Il nostro consiglio è, per cominciare, di concentrarsi sul rispetto delle regole e dell’educazione scegliendo una modalità adulta e coerente per contenerlo. Anziché “provarle tutte”, provi a spiegare cosa ci si aspetta da lui con fermezza e convinzione.
Non si alteri troppo, non pianga, non faccia il muso, il che la metterebbe ad un livello pari a quello del bimbo: lei è l’adulta, non si lasci sconvolgere dai capricci.
Può ricorrere al castigo (mai le mani, come giustamente dice) ed eventualmente al premio, in maniera equa e sempre coerente. Si accordi con suo marito, e possibilmente coi nonni, su una linea educativa comune e condivisa.
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale