10 Dicembre 2009 L'ESPERTO RISPONDE

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Gelosia della seconda genita

Buongiorno,
Mi date una mano?
Sono sposato, ho una bimba di tre anni e da poco e’ nato il piccolo Alessandro (4 mesi).
La bimba è già da un po’ che ci sta dando seri problemi.
Quando siamo fuori casa, fa la brava, ma una volta rientrati a casa non si riesce a tenere, cerchiamo di capirla, ma ha un carattere molto forte e purtroppo non sempre riusciamo a stare calmi, per questo cerchiamo di metterla in punizione, nella sua cameretta, o gli togliamo i giochi che a lei piacciono di piu’.
Lei di risposta, si mette a urlare e fare i dispetti piu’ disparati.
Cerchiamo di assecondarla, di capirla, di starle vicino, ma lei di risposta vuole fare le cose da sola, non vuole aiuti di alcun genere e piu’ le siamo vicino piu’ si agita e urla, non so piu’ come comportarmi.
Grazie

Caro Marco,
la situazione che ci descrive non è così insolita.
Spesso i bambini fanno fatica ad accettare l’arrivo di un fratellino che oltre a non rappresentare un valido compagno di gioco (dorme, mangia, piange, non parla, non cammina), porta via un po’ dell’attenzione dei genitori che prima era rivolta esclusivamente a loro.
Mettendo la vostra piccola in punizione nella sua cameretta o privandola dei suoi giochi preferiti, confermate, vostro malgrado, la sua erronea convinzione di essere “messa da parte”.
Ha scoperto che facendo i capricci attira di nuovo la vostra attenzione esclusiva.
Potrebbe invece essere utile fare in modo che lei sperimenti personalmente e direttamente i vantaggi che derivano dall’essere la sorellina più grande.
Vi suggeriamo di creare delle situazioni in cui voi genitori vi relazionate in maniera esclusiva con lei, valorizzando il fatto che con lei potete fare cose che non potete fare con il più piccino.
Ad esempio la mamma potrebbe chiederle di aiutarla a preparare la tavola sottolineando il fatto che il più piccolo certe cose non le sa ancora fare… oppure il papà potrebbe portarsela in giro a fare qualche commissione mentre il fratellino fa il pisolino… e, perché no, occasionalmente potreste entrambi uscire da soli con lei (ad es. per fare la spesa con gelato premio finale) mentre il fratellino, che non sarebbe d’aiuto, è affidato ai nonni.
Naturalmente questi momenti “da piccola donna” vanno alternati ad altri momenti ludici da condividere anche con il fratellino che crescendo diventerà per lei un piacevole compagno di gioco.


Ricordiamo che lo Studio di Psicologia Relazionale offre la possibilità di avere un primo colloquio gratuito (individuale o di coppia) con una psicoterpeuta familiare su appuntamento.


Lo staff dello Studio di Psicologia Relazionale (Daniela Ciaramita – Barbara De Meo – Maria Cristina Peyrani) sono curatrici della rubrica Psicologia di Torinobimbi

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