17 Maggio 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Hanno escluso mio figlio ed è diventato aggressivo

Salve volevo avere un vostro parere…

Mio figlio frequenta la classe 4 elementare è preso di mira dalla
classe (siccome è appena entrato) che scrive insulti anche in luoghi pubblici
col nome di mio figlio, e in classe o lo spintonano o lo prendono in giro o
cercano di picchiarlo.

Questo avviene da settembre 2009, lo lasciano da solo, non giocano con lui e non lo invitano alle feste.

Lui adesso ha preso a difendersi tirando pugni a chi gli fa mezzo sgarro e quindi ho tutti i genitori contro.

Cosa devo fare con mio figlio?

E’ giusto che si difende in
questo modo?

… e ai genitori che gli devo dire?
“Ma hanno iniziato loro?”

Come faccio a far smettere tutto ciò?

Mi serve un parere,

grazie

Cara Isabella,
la prima cosa a cui mi viene da pensare è il senso di impotenza che immagino ti colga di fronte a questi fatti, che avvengono completamente al di fuori del tuo controllo.
Avvengono infatti in classe, dove tu non ci sei, e in un contesto istituzionale chiaramente connotato, con ruoli ben definiti e precise regole da rispettare.
Proprio per questo è importante muoversi rispettando ruoli e regole.

Penso pertanto che la tua azione debba essere rivolta in due direzioni: una nei confronti della scuola, una quale mamma nei confronti di tuo figlio.
Hai parlato di questi problemi di tuo figlio con le maestre? Non parlo di generiche lamentele, ma di un atteggiamento propositivo nei loro confronti: mio figlio manifesta un disagio. Come può essere affrontato?
Che cosa possiamo fare, voi a scuola e noi genitori a casa?
Penso che anche per le maestre sia un problema e sia anche loro interesse condividere con te la responsabilità della soluzione.

Anche gli altri genitori non devono rivolgersi a te, visto l’ambito in cui i fatti avvengono, ma se lo ritengono davvero necessario, alle maestre che devono essere garanti dell’ordine e della disciplina della classe, nonché promotrici di attività educative e di socializzazione, oltreché cognitive.

Sempre per rispettare ruoli e regole, non intervengo ulteriormente su questo punto: è esclusivo compito delle insegnanti di classe programmare e progettare soluzioni in base a quella specifica situazione e alla loro competenza. E questo va tenuto in considerazione anche da tutti i genitori, evitando parole inutili e dannose e interventi fuori luogo.

Da parte tua è importante l’atteggiamento con il quale ti avvicini alle insegnanti: né vittima, né con pretese (nonostante le frustrazioni che ti porti addosso).
E’ importante che tu tenga a mente che l’obiettivo è aiutare tuo figlio e quindi l’atteggiamento deve essere di collaborazione e condivisione.

A casa è comunque importante essere vicina a tuo figlio. Il tuo ruolo è aiutarlo, quindi ascoltare le sue ragioni, sia a livello di fatti accaduti che di emozioni che li accompagnano, ma dovresti riuscire ad essere il più neutra possibile.
Ascoltarlo non vuol dire dargli ragione o torto, ma aiutarlo a capire quel che sta vivendo per mettere a fuoco il disagio ed aiutarlo a superarlo.
Quando lui avrà chiare le sue emozioni e quel che gli accade, non dirgli che cosa deve fare e non dargli consigli in merito, ma chiedi a lui come pensa di comportarsi la prossima volta per non incorrere negli stessi guai.
Soltanto responsabilizzandolo su quanto gli accade potrà trovare una soluzione reale.

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