13 Febbraio 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Il mio bambino e’ una lagna!

Leggendo le lettere delle altre mamme penso che sia normale avere molti dubbi e perplessità, quando si hanno bimbi piccoli con cui si sta iniziando a comunicare ed a conoscersi, ma quando e’ un bimbo di QUATTRO anni a frignare di continuo e x qualsiasi motivo, mi domando cosa stiamo sbagliando come genitori?!
Con il fratello di tre anni piu’ grande, non abbiamo mai avuto simili problemi, ma con Diego non sappiamo proprio piu’ come prenderlo. Abbiamo provato con le buone, le cattive, urlando e facendo finta di niente, ma lui caparbio piange e “si pianta come un mulo”!
La verita’ e’ che spesso ci esaspera e porta allo sfinimento… non x questo gliela diamo vinta, ma la convivenza risulta davvero pesante ed io penso che i figli siano e debbano essere un enorme impegno, ma non una tortura!!!
Scusate lo sfogo, confido in un vostro utile ed efficace consiglio.
Grazie Paola

Cara Paola,
mi pare dal tono della lettera che si sia instaurata una specie di guerra continua fra voi genitori e vostro figlio.
Io partirei da voi.
Le state provando tutte e siete esasperati, sfiniti e vostro figlio è diventato per voi una tortura.
In questa condizione vi diventa difficile comprendere che cosa muove vostro figlio a diventare caparbio, piangere e piantarsi come un mulo.
Ma se lui continua a farlo, visto che neanche per lui sarà piacevole e non ci guadagna niente, dal momento che non gliela date vinta, un motivo ci sarà pure.
Il compito vostro senz’altro non è semplice: comprendere questo motivo è dal mio punto di vista l’unica modalità che vi permette di entrare in una relazione più autentica, più immediata e soprattutto di vivere una convivenza più serena e, oserei anche dire, più soddisfacente.

Permette però anche a lui di sentirsi compreso e quindi di potersi sentire bene con voi, più sicuro e più fiducioso nei suoi genitori e grato della vostra comprensione, anche se non saprà esprimerlo, almeno a parole. La vostra domanda “come prenderlo?” andrebbe forse trasformata in “come comprenderlo?”.

Dimenticate per un po’ il “che cosa fare?” per mettervi in ascolto, provare a mettervi nei suoi panni, a chiedervi e a cercare di capire di che cosa ha bisogno veramente, partendo dal presupposto che non si tratta di dargliela vinta ma di rispondere ad un’esigenza che magari non ha niente a che fare con quello che vi sta chiedendo sul momento (ad esempio non vuole mettersi una maglia, ma il suo desiderio potrebbe essere una coccola in più).
Ripeto che non è un compito semplice e sarà necessario non scoraggiarsi subito. Bisogna bandire la fretta e la ricerca di risultati immediati, ma bisogna soprattutto che vi chiediate quanto siete veramente disposti e disponibili nei confronti del bambino e delle sue esigenze. Appena il bambino sentirà il sincero desiderio dei genitori di venirgli incontro, diventerà più disponibile e la situazione si potrà sciogliere velocemente, ma l’obiettivo del genitore non dovrà essere la soluzione del proprio problema, (questa avverrà in automatico) ma l’autentico interesse per i bisogni del figlio, bisogni di cui le lagne sono un segnale.
Rimango a disposizione per ulteriori dubbi e vi sarei grata se mi faceste sapere come procede al situazione.

Elena Ferrero

Ricordiamo che Elena Ferrero è formatrice del “metodo GORDON” e conduce i corsi di “Genitori efficaci” a Torino. Potete controllare nell’agenda di Torinobimbi quando inizierà il prossimo corso.

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