Cara mamma,
Desidero innanzi tutto comunicarti tutta la mia solidarietà: quando non si riesce a dormire per alcune ore continuative per un lungo periodo la sensazione di aver sbagliato tutto è quella che prende comprensibilmente il sopravvento.
L’informazione che passa attraverso i luoghi comuni è che se le creature non dormono la mamma ha sbagliato “qualcosa”: ha dato cattive abitudini, come allattare a richiesta, non ha saputo istruire il pargolo che confonde il giorno per la notte, non ha trovato il sistema giusto affinché si potesse dormire tutti una notte tranquilla.
Il compito della mamma è quello di pedalare, di tenere duro, perché i neonati sono fatti così e che si può solo aspettare che crescano.
L’informazione è parziale.
Il ritmo sonno-veglia dei piccoli è definito polifasico con cicli di 3,4 ore; la presenza di melatonina (l’ormone prodotto dalla ghiandola pineale preposto all’organizzazione del ritmo del sonno) nei primi mesi è bassa ed aumenta gradualmente con un picco ai 3 anni; i risvegli notturni spontanei sono determinati da variazioni dell’attività cardiaca, respiratoria, digerente, muscolare e sono sintomo di buona salute in quanto il bambino è vigile a se stesso. La competenza di riaddormentarsi autonomamente dipende dall’età, dai bisogni primari di fame e di sete appagati, dalla sicurezza costruita attraverso l’esperienza di essere custodito, dalla capacità di autoconsolazione e dalle esperienze intrauterine.
Dormire nella stessa stanza e/o nel lettone offre l’opportunità di sentire lo sguardo, questa distanza ravvicinata indica una maggiore disponibilità ad interagire, ed ha l’effetto di aumentare il livello di attivazione di quei regolatori con funzione di delega provvisoria del “controllo” ambientale dai pericoli.
Le ricerche di Anders hanno dimostrato che solo un terzo dei bambini di 9 mesi dorme in modo continuativo da mezzanotte alle cinque.
Insomma è tutto normale.
Approcci dolci e rispettosi per la famiglia affinché tu possa recuperare un po’ di sonno, esistono.
La prima che vorrei suggerirti è quella di chiedere aiuto ad una nonna, una tata, una persona amica affinché possano intrattenere la piccola per un paio d’ore fuori casa tutti i pomeriggi di una settimana, cosicché tu possa sciogliere un po’ di stanchezza arretrata. I livelli del buon umore si alzeranno e tornerai a sentirti comprensiva e disponibile per trovare nuove strategie notturne.
Un altro suggerimento è quello di chieder e al papà di alzarsi nelle prime ore del mattino, o comunque quando tu ritieni che non sia affamata di latte ma di attenzioni, e proporre un suono, una carezza, e magari un po’ d’acqua alla bimba affinché tu possa dormire quelle 4/5 ore consecutive.
Ultimo, ma non di importanza, è considerare cosa mangia a cena e quali sono le sensazioni che riceve nell’ultima parte della giornata: la serata è fatta di attenzioni, giochi condivisi, risate …
L’amore non è un’abitudine, un impegno o un debito. L’amore è. Senza alcuna definizione.
Ama e non porti molte domande. Semplicemente ama.
